Le Start up digitali del turismo

Il testo integrale dell’intervista che  “Hotel&Finanza”  ha fatto a Stefano Ceci, presidente dell’Associazione delle Start Up italiane del turismo.

Le difficoltà non mancano nella vita delle start up italiane. Se infatti molte riescono ad aggiudicarsi i primi finanziamenti che le conducono al mercato, ben poche ottengono il secondo round di investimenti determinante per fare il salto di qualità e consolidarsi.

“In questo momento in Italia è piuttosto facile concludere il primo seed ed ottenere gli iniziali 50mila euro per passare dal progetto al mercato”, dice Stefano Ceci presidente dell’associazione Start up turismo, “ Io stesso mi colloco in questa posizione con la mia società di consulenza GHNet, che fa incubazione, individua il team, lo organizza e mette a disposizione le risorse finanziarie necessarie ad andare sul mercato.

Che cosa succede però quando l’impresa fa il proprio esordio e si propone al mercato?

“E’ a questo punto che servirebbero competenze manageriali, abilità imprenditoriali, e la presenza di venture capitalist con una certa propensione al rischio. Nel nostro paese questi tre elementi non ci sono o sono rarissimi; questo è il vero problema per lo sviluppo ed il successo delle start up italiane. Non è un caso che Bravo Fly -prosegue il presidente di Start up Turismo- che rappresenta la più importante iniziativa del momento, tanto da essersi quotata alla borsa di Zurigo, sia opera di un team italiano che si è dovuto spostare in Svizzera per farsi apprezzare. Oppure che Hotel Tonight, app americana che stocca camere di albergo invendute, abbia ricevuto dal mercato statunitense finanziamenti pari a 40milioni di dollari. Alla associazione start up turismo aderiscono società che sono state oggetto di investimenti, ma i numeri in Italia sono incredibilmente inferiori;  nell’ordine di 600mila euro o, nei casi migliori, di un milione di euro”.

La fuga all’estero, rimane dunque la sola speranza anche per il mercato dei business nascenti?

L’Italia, in questo momento, non è un ambiente favorevole alle start up digitali. Non dimentichiamoci però, che è uno dei principali paesi al mondo per importanza del mercato online in ambito turistico. Questo significa che le potenzialità esistono e se gli imprenditori troveranno il modo di integrarsi fra di loro, potremo affermarci anche a livello internazionale. Un importante lavoro di coesione, ecco cosa spetta alle start up italiane, ma con ottime prospettive di consolidamento e sviluppo. Ciò che oggi giovani imprenditori devono fare è guardare all’estero come esempio, ma costruire in Italia, perché il primo mercato da conquistare è quello domestico.

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