Il turismo business nel 2015: cosa si aspettano gli esperti del settore

Il 2014 è appena finito e un nuovo anno è già qui.

In quello appena trascorso, nonostante il periodo, il continente europeo ha messo a segno un nuovo primato: 2,7 miliardi il numero di notti vendute nelle strutture alberghiere del Vecchio Continente, pari a  + 1,7% rispetto al 2013. L’Europa continua ad essere, per le vacanze, una meta privilegiata. Lo confermano i numeri dell’inbound e in particolare i 403 milioni di notti del paese leader, la Francia, i 401 milioni della Spagna, mentre con i suoi 370 milioni di notti, l’Italia, cala del 1,8%. L’unica con segno negativo dato che anche la sua immediata inseguitrice, la Germania, ha registrato un incremento di 2,9 punti percentuali. La Grecia e il Portogallo poi hanno ripreso a correre, anzi a sprintare: +6,9% per la penisola ellenica e +7,1% per gli iberici.

Tra coloro che visitano le molte destinazioni, una parte se pure meno rilevante numericamente dei turisti leisure, lo fa per motivi di lavoro. Anche per questo segmento  è interessante indagare le tendenze per il futuro poichè ad esempio, secondo l’Osservatorio Business Travel, nel 2013 la spesa per viaggi d’affari delle imprese private italiane a prezzi correnti è salita a quota 18,8 miliardi di euro, in crescita del 2,1% rispetto ai livelli dell’anno precedente, grazie soprattutto all’aumento delle spese per viaggi all’estero.

Se, come dicono gli esperti del settore leisure, le tecnologie indossabili saranno il futuro del turismo di piacere, cosa accadrà allora a quello business?

Lo studio di Carlson Wagon Lits, uno dei principali players del turismo per business, tenta di dare una risposta a questa domanda sondando l’opinione dei travel manager del settore business sui trend di un futuro molto prossimo e sul loro impatto per il 2015.

Due le domande proposte dalla ricerca: “Come giudicherebbe l’impatto delle seguenti tendenze nel vostro programma?” e  “Che peso darebbe alle seguenti priorità per i suoi  programmi di viaggio?” L’attribuzione di un rank a ciascun trend indagato è correlato ai cinque macro ambienti in cui comunemente è suddiviso il settore travel: Program content & sourcing, Travel policy & compliance, Travel research & booking, Travel information & travel care, Expense management & reporting, ognuno dei quali è identificabile, nell’infografica qui sotto riportata, con un colore.

 

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Program Content & Sourcing

Per l’ambito Program Content & Sourcing il 61% dei manager travel ritiene che nel 2015, le compagnie low cost –al 6°posto nelle graduatoria – avranno un impatto significativo sui loro progetti soprattutto nell’area Asia-Pacific poichè alcune delle compagnie LCC (low cost carries)  estenderanno la loro influenza a lungo e medio raggio.

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Una priorità per una crescita del settore, in relazione alla politica delle LCC, riguarda il pricing degli hotel: l’aspettativa dei buyers internazionali (1 su 2 la ritiene una priorità alta) è di tariffe dinamiche, reputate una opportunità in mercati ad alta occupazione, come sono appunto l’area Asia-pacific e Latin America.

 

 Travel policy & Compliance

Considerando le Travel policy & Compliance, sono Il comportamento dei viaggiatori e i social media i trend di maggiore impatto per l’anno in corso; li troviamo al 9° e l’11° posto della graduatoria generale.

L’importanza  del comportamento dei viaggiatori che hanno costante bisogno di supporto, a partire dalla fase di pre viaggio è confermata anche da una recente ricerca di CWT secondo la quale il 70% dei viaggiatori ha necessità di supporto per ogni viaggio che compie.

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La priorità per questi trend è lo sfruttamanto dei big data: l’accesso e l’uso delle informazioni consentirà infatti  di migliorare le policy di viaggio, customizzare le comunicazioni e orientare, attraverso i social media e la gamification, il comportamento dei viaggiatori.

 

Travel Research & Booking

A differenza di quanto avviene nel leisure, il mobile non ha avuto, fino ad oggi una grande importanza nel settore business, ma è proprio nel 2015 che gli esperti si attendono una crescita esponenziale. A questo riguardo gli intervistati hanno risposto per il 97% che durante i viaggi di lavoro portano con sé uno smartphone, un tablet o un laptop, mentre solo il 18% tutti e tre:  il 28% dei viaggiatori business sarebbe disposto ad utilizzare un dispositivo mobile per prenotare una camera senza bisogno del loro travel manager e solamente il 43% ha dichiarato che il mobile ha avuto un impatto sulla loro esperienza di viaggio.

Rispetto all’altra componente del travel, il leisure, la differenza, se si mettono a confronto i numeri è sostanziale: in una recente intervista, il patron di Expedia ha dichiarato infatti che il 28% dei viaggiatori leisure usa già i dispositivi mobili per prenotare mentre per il 97% ha definito il mobile cruciale per la riuscita del viaggio. Per i viaggiatori di piacere, lo smartphone ha più importanza in vacanza che a casa.

Le stesse considerazioni fatte per il mobile si possono estendere anche alla sharing economy che ha avuto un grande, grandissimo impatto sui turismo leisure, tanto da cambiare i paradigmi dell’ospitalità e del micro trasporto, mentre di niente di simile è fino ad ora accaduto  nel settore business.

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La sharing economy, infatti è un trend che solo per il 33% dei rispondenti avrà un impatto sui viaggi di affari. Sebbene Airbnb abbia dichiarato che il 10% dei suoi utenti proviene dal settore business e alcuni travel manager considerano l’eventualità di introdurre nei loro programmi anche l’ acquisto di camere su Airbnb, alcune questioni rimangono aperte e difficili da sanare:

  • la sicurezza, la tranquillità e il comfort garantiti da alcuni grandi brand dell’ospitalità difficilmente possono essere uguagliati dai privati;
  • l’integrazione dei dati: il canale di gran parte delle prenotazioni nel business travel sono i GDS, sui quali però la maggior parte dell’offerta di Airbnb o di Uber non è presente;
  • i problemi con la regolarità dell’offerta, specialmente per le difficoltà di Airbnb in alcuni paesi.

 

Travel information & traveller care

Le informazioni giuste al momento giusto sono le leve che possono smussare gli spigoli di un viaggio. Alcuni degli studi sul tema attribuiscono al viaggiatore, durante la vacanza, 3 possibili macro tipi di stress derivanti dalla perdita del bagaglio, da brutte sorprese e dalla rottura della routine quotidiana. La ricerca di CWL si occupa del tema proponendo all’attenzione degli intervistati il trend della “ Responsabilità sociale dell’impresa” che ha ricevuto il consenso del 75% dei manager, e “Il contesto politico” delle destinazioni che avrà una alta influenza sui programmi del 60% dei rispondenti.

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Una della priorità per migliorare il rendimento dei traveler in viaggio individuata dai manager è la promozione della comunicazione via mobile apps; l’altra riguarda il contenuto della comunicazione: dare informazioni sui comportamenti e le pratiche per i viaggiatori business (corretta alimentazione, ore di sonno etc…) che in viaggio possono migliorare l’ esperienza ed evitare gli stress.

Ecco alcuni esempi di informazioni forniti dal report e destinate ai viaggiatori business per favorire la loro buona esperienza di viaggio:

    • tariffe telefoniche: informare sul costo diverso da paese a paese almeno fino a quando non entrerà in vigore la risoluzione UE, esecutiva da dicembre 2015, che azzera il costo del roaming in Europa, tra i diversi paesi;
    • Modalità per effettuare il check: in alcuni paesi è obbligatorio tenere i dispositivi mobile accesi, altrimenti si rischia di rimanere a terra;
    • WIFI: la possibilità o meno di usarlo in volo.

 

Expense managing and reporting

In questa macro area, la fanno da padroni i Big data: per i trend, l’impatto più alto sui programmi indipendentemente dall’area geografica di riferimento è la sicurezza dei data; rank diversi per i big data a seconda dell’area geografica, ma comunque importanti per Asia Pacific e Nord America. 

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Sono una priorità assoluta, lo sfruttamento dei dati per effettuare analisi e benchmark per le aree considerate ad esclusione dell’America Latina. Ovviamente la quantità di informazioni che i big data forniscono è una grande opportunità per ottimizzare la gestione dei costi dei viaggi aziendali anche attraverso l’implementazione dei sistemi di pagamento virtuali.

Non bisogna però trascurare anche il rischio, uno dei punti chiave del report, rappresentato dal livello di sicurezza dei dati: migliore sarà l’implementazione dei protocolli di sicurezza e maggiore sarà fiducia nell’utilizzo di queste tecnologie.

 

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4 Responses to Il turismo business nel 2015: cosa si aspettano gli esperti del settore

  1. http says:

    Questo intervento è oggettivamente scritto come si deve, come tutto il il sito generalmente.
    Son un fan, continuate così ciao da il fondatore del sito http.

  2. test says:

    lookie here

  3. Francesco says:

    Articolo ottimo! Grazie delle info!

  4. It’s hard to come by educated people about this topic, however, you sound like you know what you’re talking about! Thanks|

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