Palazzi, colline e Chianti in 3D: la Toscana sbarca su Second Life
Giovedì, 31 Maggio 2007 - 17:39
di Francesca Cavazza
Il terreno è stato acquistato, le maestranze hanno lavorato, i monumenti sono sorti. Il Duomo di Firenze e la Torre di Pisa innanzitutto. Poi sono arrivati i turisti, le visite guidate, il bar e la discoteca. Per costruire piazze e basiliche, però, ci sono voluti pochi mesi e non anni di disegni, calcoli, cantieri, artisti, finanziamenti. E solo 10 mila euro in tutto.
Siamo su Second Life, il più abitato dei mondi in 3D, dove il portale della Toscana, www.intoscana.it, gestito da Fondazione sistema toscana (50% Regione Toscana e 50% Mps), ha da poco acquistato un’isola. Sessantacinquemila metri quadrati per realizzare una città virtuale che riassume in sé tutto il meglio della terra di Dante. Una specie di patchwork di monumenti, paesaggi e tipicità, creato con chiari intenti promozionali. I nostri avatar potranno così innamorarsi passeggiando su Ponte Vecchio, ammirare gli affreschi del Duomo di Firenze, salire sulla Torre di Pisa, esplorare Piazza del Campo di Siena, seguire con gli occhi il corso dell’Arno. C’è anche un tipico borgo senese: un piccolo paradiso di vigne e uliveti, campi e colline, dove gustare un ottimo Chianti. E non mancano le spiagge della Versilia e Maremma. Tutto a portata di clic.
«L’idea ci è venuta a gennaio – racconta Mirko Lalli, responsabile marketing e comunicazione di Fondazione sistema Toscana –. Per l’acquisto dell’isola, che ha approssimativamente le fattezze della nostra regione, abbiamo speso 1650 euro. Poi abbiamo contattato le maestranze. Dato il cambio favorevole, ci siamo rivolti a degli avatar, pagandoli a volte in Linden dollar, la moneta di Second Life. A disegnare i paesaggi ci ha pensato una canadese, mentre per molti monumenti ci siamo rivolti a Kitten Lulu, un’avatar italiana bellissima. Quando ci è arrivata la sua fattura, abbiamo scoperto che aveva un nome maschile…».
L’isola Toscana di Second Life è organizzata su quattro livelli: a terra sta il paesaggio senese; al primo piano, gli uffici della redazione di Toscana.it e della Film Commission Toscana, un auditorium, un bar e uno spazio espositivo con mostre d’arte; al secondo, i monumenti, corredati da contributi audio multilingue; all’ultimo, sospesa a centinaia di metri d’altezza, la discoteca, dove si è svolta la serata d’inaugurazione per la nascita dell’isola. Tanti i nuovi progetti: innanzitutto, portare i monumenti al piano terra, a fianco al paesaggio collinare, separandoli con un fiume (l’Arno) e un ponte (Ponte Vecchio). Poi, riprodurre quanto più possibile in virtuale le manifestazioni della vita reale, come la cerimonia pasquale dello scoppio del carro di Firenze, riportata “in differita” anche su Second Life e tuttora visibile nella piazza Duomo di pixel.
Un’operazione dettata, anche, dallo spirito commerciale e dalla prudenza: «Con poca spesa, abbiamo blindato tutto il made in Toscana e ne abbiamo tutelato il marchio, evitando che qualcun altro se ne impossessasse prima di noi. Il pubblico di Second Life – prosegue Lalli – ha mediamente 32 anni: un’età in cui spesso si ha una buona capacità di spesa. Noi mostriamo la nostra terra in virtuale sperando che, poi, i turisti arrivino davvero a Firenze, Siena o sulle nostre spiagge». Perché se si affitta una casa sull’isola Toscana, non è detto che l’estate successiva non si possa fare altrettanto nella vita vera. E nell’attesa di un viaggio, si possono gustare i prodotti regionali, scegliendo tra gli scaffali del supermercato virtuale: grazie alla collaborazione con un centinaio di aziende, salami, vini e delizie locali potranno in poco tempo fare bella mostra di sé anche sulle tavole reali.
Strano che, finora, nessuno abbia seguito le orme di intoscana.it: «Iniziative come questa vengono soprattutto da privati, che poi cercano di rivenderle alle istituzioni. Ad oggi, l’unico ente nazionale su Second Life è l’Istituto di cultura estera, ma presto potrebbero entrare anche altre importanti realtà. Ci sta pensando Mps, primo istituto di credito italiano e, forse, prima banca del nostro paese sul virtuale. Per quanto riguarda noi – aggiunge – ci piacerebbe creare un’unica isola con tutti gli owner italiani. Il virtuale offre tante opportunità su cui lavorare: penso a viaggi nella “città ideale” del Brunelleschi o in quadri di Piero della Francesca».
Sul monumento meglio riuscito del’isola Toscana, infine, Lalli non ha dubbi: «Il Duomo di Firenze, costruito da un avatar olandese, fedelmente riprodotto e visitabile dall’esterno e dall’interno, con tutti i marmi, le volte, le statue, i rosoni e gli affreschi». E come ogni luogo turistico che si rispetti, anche la terra di Dante in 3D ha i suoi souvenir: magliette bianche e nere su cui campeggia la scritta rossa intoscana.it. Da far sfoggiare, orgogliosi, al proprio avatar.