Dopo i contributi di Andrea Ruggeri sulla comunicazione turistica delle Regioni, GHnet propone un’indagine più propriamente economica. Abbiamo chiesto alle Regioni e Province Autonome quanto e come spendono per la promozione e la comunicazione turistica. Le risposte (e anche le non risposte) alla nostra specifica richiesta: ecco come è andata.
Dossier
Le ricerche e gli approfondimenti di GH Net
La spesa delle Regioni per la comunicazione e la promozione turistica
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Vomitare l’anima. Dal tossico al tessile, appunti sul linguaggio turistico
“C’era una volta un moderno gruppo di turisti stranieri. Stavano facendo un viaggio in Italia, si ritenevamo soddisfatti del paesaggio che calpestavano e avevano comprato in visione, un po’ meno degli italiani che glielo avevano venduto. [...] negli addetti al turismo vedevano solo incensatori di bellezze e storie dei luoghi, lo stesso avrebbe fatto un francese, un lituano o un spagnolo. La solita tiritera di aggettivi, la stessa enfasi, come se tutte quelle descrizioni facessero parte di un linguaggio universale codificato, fatto a stampino per qualunque umano che diventa per un po’ turista. [...]“
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Voglio vivere così. Storia pirata della fata del nord.
“ […] Qui è come la strategia deve essere piegata in creatività, e questo vale per tutte le regioni italiane: ciascuna come un profumo unico.
Questa dovrebbe essere l’ambizione. […]”
Dopo “Il cecchino miope”, la campagna on air della Regione Toscana è il tema per nuove considerazioni sui posizionamenti e i linguaggi offerti dalla comunicazione turistica.
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Il cecchino miope. La comunicazione del territorio come autocelebrazione della politica residente.
La questione è ragguardevole. Gli spot televisivi messi on air da Regioni, Apt, club di prodotto (altri ed eventuali) sono, nella loro quasi totalità, come lo sparo di un cecchino miope. Negano qualunque vocazione al posizionamento, abdicano a qualsivoglia differenza tra turismo proposto e turismi concorrenti. Si comunica al minimo comun denominatore: lo stereotipo che il sistema consociativo del territorio è in grado di reggere.
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Le grandi acquisizioni di Google e Facebook, e il futuro del mercato turistico
Da una parte abbiamo Google, che dopo mesi di intense trattative ha acquisito il gruppo Ita Software, dall’altra il re dei social network, Facebook, che qualche settimana fa ha reso pubblico l’acquisto di Nextstop. Due colossi del web che si accingono ad entrare, in modo diverso e sicuramente non in punta di piedi, nel mercato dei servizi turistici. Lo scenario si appresta a cambiare, e la domanda che tutti si fanno è: come muterà il mercato turistico? I motori di ricerca e i Social Media cambieranno le strategie di marketing delle strutture ricettive e degli operatori turistici? Cosa cambierà per i potenziali turisti?



