Se ne discute da anni. È identificato come una delle problematiche principali del turismo italiano. Ora se ne occupa sempre di più anche l’Europa. È la concentrazione delle presenze turistiche nei soli mesi estivi. Che costringe alla chiusura e/o all’improduttività per la gran parte dell’anno le strutture turistiche.
Ma de-stagionalizzare non è facile. Soprattutto se l’iniziativa, nei contesti globali di oggi, è lasciata in mano ai singoli paesi. Per capirne di più l’Eurostat ha pubblicato di recente una ricerca monitorando i flussi delle presenze turistiche europee.
La ricerca si concentra sull’andamento stagionale della domanda turistica, conteggiando i viaggi compiuti e le notti trascorse, anche quelle informali fuori del tradizionale circolo dell’ospitalità.
Nel 2009 la domanda turistica si è concentrata nel terzo trimestre, con più di un terzo dei viaggi effettuati in luglio, agosto o settembre. Tenendo conto della durata dei viaggi, in questi mesi l’andamento stagionale è stato ancora più pronunciato: gli europei hanno trascorso ben il 46% di tutte le notti fuori casa nel terzo trimestre del 2009.
Finlandia, Estonia, Svezia e Danimarca registrano il picco delle presenze turistiche a luglio, Portogallo, Spagna, Francia, Italia e Grecia ad agosto. Solo l’Austria registra 2 picchi stagionali: in estate quando raggiunge quasi il 40% dei pernottamenti e in inverno con il 39,5%.
La metà degli europei è in vacanza nel 3 trimestre
Tra luglio, agosto e settembre quasi la metà (48%) di tutti i cittadini dell’Unione Europea è andata in vacanza almeno una volta.
In tutti i paesi il periodo luglio-settembre è stato il più popolare per andare in vacanza. La polarizzazione maggiore si osserva a Cipro, dove l’ 83% della popolazione è andato in vacanza nel terzo trimestre.
Se si guarda a vacanze di almeno 4 notti, la quota della popolazione che ha viaggiato durante il terzo trimestre (35%) è quasi doppia di quella del secondo trimestre (19%). Durante il primo e il quarto trimestre 2009, solo il 13% della popolazione ha compiuto un viaggio con almeno 4 pernottamenti.
Distribuzione viaggi per trimestre – 2009 Fonte Eurostat
Distribuzione notti per trimestre – 2009 Fonte Eurostat
Numero di viaggi
Il numero dei viaggi nel primo e nell’ultimo trimestre rappresentano entrambi circa il 20% del totale dei viaggi annuali. Con qualche differenza questa conclusione vale per tutti gli Stati membri. Solo a Cipro il dato è inferiore (meno del 10%).
Nel secondo trimestre (che coincide con la primavera e in molti paesi con le festività pasquali) si registra un numero di viaggi leggermente più alto
rispetto al primo e all’ultimo trimestre. In media in tutta l’UE il 26% di
vacanze sono state prese in questo trimestre.
Non sorprende che il terzo trimestre è stato il periodo più importante per
andare in vacanza. Più di un terzo dei viaggi (34%) è stato effettuato in luglio, agosto o settembre. Il periodo è stato particolarmente apprezzato da greci e sloveni (45%) e dai turisti italiani e bulgari (43%).
L’andamento stagionale più regolare è costituito invece dalla Germania: nei quattro trimestri il numero dei viaggi realizzati è stato rispettivamente del 21%, 25%, 29% e ancora 25%.
Anche Irlanda, Svezia, Finlandia e Spagna registrano la tendenza a spalmare i viaggi in modo più uniforme.
Numero di notti
L’analisi dell’andamento stagionale del numero di notti trascorse in vacanza (in altre parole la durata del viaggio) mostra una simile, ma più evidente distribuzione. Mentre il 34% di tutti i viaggi è stato effettuato nel terzo trimestre, il numero di notti trascorse in vacanza nel terzo trimestre rappresenta il 46% del totale.
Questo significa una durata media dei viaggi più lunga. La media del viaggio compiuti nel primo, secondo e quarto trimestre è pari a 4 – 5 notti, nel terzo trimestre sale a poco più di una settimana.
Il dato più elevato registrato nel 3 trimestre è quello (a parte il solito Cipro) di Grecia (67%), Italia (63%) e Slovenia (59%).
Ancora una volta una distribuzione più omogenea su tutto l’anno riguarda Germania, Svezia e Finlandia. E non sorprende infatti che questi ultimi abbiano anche registrato il maggior numero di viaggi a persona (7 viaggi all’anno in Finlandia e 5 in Svezia).
In altre parole più viaggi per persona determinano una più equa ripartizione dei viaggi nell’arco di un anno.
Se si guarda invece alla distribuzione per durata, i viaggi brevi (da 1 a
3 notti) sono distribuiti più uniformemente nel corso dell’anno rispetto ai viaggi più lunghi.
Suddivisione viaggi lunghi e brevi per trimestre – Fonte Eurostat
Contrariamente alle conclusioni precedenti, il secondo trimestre è stato il più scelto per i viaggi brevi: in media il 28% di tutti gli short break è stato fatto tra aprile maggio e giugno. Francia, Olanda e Portogallo sono sopra la media (30%) mentre è sempre Cipro (85%) a presentare una fortissima stagionalizzazione anche per i viaggi corti.
Per i viaggi di lunga durata il terzo trimestre è di gran lunga la stagione preferita dagli europei: ben il 44% di tutti i viaggi lunghi è stato fatto in questo periodo. Bulgaria, Repubblica Ceca, Cipro, Polonia e Portogallo superano la metà del totale fino ai massimi livelli di Grecia (60%), Slovenia (62%) e Italia (59%).
Nel periodo 2004-2009, la stagionalità della domanda da parte degli europei è in lieve calo
Lo studio di Eurostat analizza anche l’andamento della domanda stagionale, sulla base dei dati disponibili. Anche se il periodo di riferimento abbraccia solo sei anni alcune riflessioni si possono fare ugualmente.
In tutti e quattro i trimestri il numero di viaggi e il numero di notti è aumentato nel 2009 rispetto allo stesso trimestre del 2004.
Numero di viaggi a trimestre 2004 e 2009 – Fonte Eurostat
Numero di notti a trimestre 2004 e 2009 – Fonte Eurostat
![]() |
Tuttavia, due importanti tendenze sono evidenti.
In primo luogo il numero di viaggi è aumentato a un ritmo superiore rispetto al numero di notti, accorciando di fatto la durata media del viaggio. Questo fenomeno riguarda l’intero anno.
In secondo luogo, gli aumenti sono stati significativamente più alti durante la tradizionale bassa stagione. Nel primo e quarto trimestre il numero di viaggi è cresciuto del 19% e 21% tra il 2004 e il 2009, mentre nel secondo e terzo trimestre l’aumento è del 14% e del 13%.
Sostanzialmente simile è l’andamento della crescita del numero di notti.
Tra il 2004 – 2009 quindi gli europei hanno cominciato lentamente a modificare i propri comportamenti, riducendo la durata dei viaggi, aumentando la frequenza e favorendo i periodi di bassa stagione. Insomma viaggi più brevi ma più numerosi, meglio se in inverno e in autunno.
Questo ha portato a una riduzione della variazione stagionale, come mostrano i grafici sulla distribuzione trimestrale di viaggi e notti.
Distribuzione dei viaggi per trimestre – Fonte Eurostat
Distribuzione delle notti per trimestre – Fonte Eurostat
Viaggi domestici ed esterni
Abbastanza simile anche l’andamento e la diffusione nell’arco dei quattro trimestri del turismo interno e esterno. A farla da padrone è sempre il trimestre estivo, con qualche differenza più marcata a seconda dei vari paesi europei.
In Grecia, Italia, Paesi Bassi e Polonia il numero di viaggi durante l’alta stagione è stato più del doppio rispetto al resto dell’anno, sia per viaggi nazionali che esteri.
In altri paesi, come Irlanda, Finlandia, Svezia e in misura minore Germania, la tendenza stagionale è quasi identica per entrambi i tipi di destinazione.
Business travel
Discorso a parte meritano i viaggi d’affari, che servono quasi a calmierare le oscillazioni tra alta e bassa stagione.
Infatti questi si distribuiscono nel corso dell’anno in maniera più uniforme dei viaggi di piacere, con variazioni stagionali che vanno da poco più di 43 milioni di viaggi d’affari nel terzo trimestre (pari al 23% del totale annuo) a poco meno di 48 milioni in primavera (il 26% del totale annuo, dati UE a 27, esclusi i Paesi Bassi e Malta). In media, nel corso dell’anno, i viaggi d’affari rappresentano circa il 15% di tutti i viaggi effettuati dai cittadini europei.
Appunti
Negli ultimi 6 anni (2004-2009) comunque qualcosa ha cominciato a cambiare. Vuoi per la crisi economica vuoi per i low cost vuoi per le nuove domande emozionali la modalità di organizzazione dei viaggi è mutata. Diminuisce la durata e aumenta la frequenza. La tendenza è a un turismo diffuso. In certi paesi è (quasi) sempre stato così: leggi Germania e generalmente paesi nordici. Nei paesi mediterranei invece, per cultura e tradizioni, resistono le consuetudini che vogliono i viaggi concentrati nelle settimane di ferragosto.
Quel che è certo è che manca una strategia unitaria a livello europeo. Che parta innanzitutto dal considerare l’Europa un mercato turistico unico e non il turismo dei mercati.
E poi se l’Austria riesce ad essere attrazione estiva e invernale perché l’Italia (con le sue montagne e i suoi mari, oltre naturaliter alle città d’arte) è aperta solo in agosto?
Luca Zanelli










