Il 19 aprile si è tenuta, a Venezia, l’annuale conferenza organizzata da Ciset e Banca d’Italia. L’incontro, unico nel paese per i temi trattati e per l’autorevolezza dei soggetti coinvolti, è l’occasione per fare il punto su cambiamenti e tendenze dell’ incoming e outgoing in Italia registrati nel 2010.
In sintesi, le 140.0000 interviste annuali, dell’indagine campionaria alle frontiere condotta da Banca d’Italia e le indagini Istat relative alle presenze degli stranieri nelle strutture ricettive alberghiere:
- fanno intravedere un primo segnale di ripresa del turismo, ma un ridimensionamento più accentuato del settore rispetto alla ripresa attesa nel 2010;
- registrano un cambiamento dei tradizionali bacini di provenienza del turismo internazionale e una perdita di quota dei paesi di più antica vocazione turistica a favore della Cina;
- si rafforzano i cambiamenti già in atto nel comportamento degli italiani che si recano all’estero soprattutto in termini di riduzione della spesa ;
- si conferma il trend di invecchiamento nei flussi di incoming dei viaggiatori internazionali che vengono nel nostro paese per motivo di vacanze.
Dai dati presentati, risulta che le spese dei viaggiatori stranieri in Italia ammontano nel 2010 a 29.257 milioni di euro e che nel confronto con il 2009, registrano il moderato aumento dell’1,4%.
Le considerazioni di Mara Manente (Ciset) relative all’economia turistica evidenziano che, se consideriamo il turismo in Italia come voce dell’export, l’aumento delle entrate che proviene dal comparto è pari a + 1,4% a fronte del 15,7% dell’export totale; la variazione positiva del fatturato e la propensione alla spesa per il turismo internazionale dicono che sono i segmenti di redditi medio alti a sostenere la variazione positiva del fatturato.
Nello scorso anno, le province con le maggiori città d’arte sono state le più visitate: registrano variazioni positive delle entrate valutarie turistiche la Provincia di Verona (+10,7%), di Roma (+7,3%), di Firenze (+4,8%) e quella di Napoli (+2.0%); hanno invece un segno negativo la provincia di Milano (-3,4%) la cui offerta si caratterizza per il segmento business e le destinazioni con elevato peso del turismo balneare come Venezia, che registra – 4,7%.
Dai dati per aree geografiche, il confronto dal 2001 al 2010, evidenzia la riduzione del gap tra le regioni del Sud che, registrano ancora entrate per l’incoming al disotto dell’ attrattività potenziale, ma si attestano intorno a un + 14%, rispetto a un incremento dell’ +1% a livello Italia.
Le comunicazioni di Andrea Alivernini e Emanuele Breda (Banca d’Italia) si focalizzano sulle relazioni tra le dinamiche dei flussi turistici internazionali e la situazione economica all’uscita dalla crisi (2005/2009) in Italia e nel mondo. Tra i paesi a più antica vocazione turistica, la riduzione delle quote di mercato interessa, se pure in misura diversa, Stati Uniti, Regno Unito e registra un valore negativo superiore al 10% per Italia, Francia e Spagna. Per questi ultimi tre paesi, il livello degli introiti turistici, a prezzi correnti, resta ben al disotto dei livelli pre-crisi del 2007: dal 12% di Francia, al 6% dell’Italia per finire col 5,8% della Spagna.
Per i tradizionali bacini di utenza del turismo internazionale (oggetto dell’intervento di Giovanni Giuseppe Ortolani di Banca d’Italia) si rileva che sebbene la Germania si confermi il paese da cui provengono le nostre maggiori entrate per turismo (+15,8%) c’è una diminuzione dei flussi di spesa, calo che interessa anche Francia, Regno Unito e Olanda, tradizionali bacini di provenienza del turismo internazionale. Russia, Austria, Stati Uniti sono invece i paesi di provenienza di coloro che hanno aumentato la spesa per turismo nel nostro Paese.
I cambiamenti dei viaggiatori italiani che scelgono una destinazione estera sono, secondo quando emerge dalla relazione di Valeria Minghetti (Ciset) il rafforzamento di quanto già evidenziato nel 2009. Riduzione della spesa media pro capite, uso dei trasporti più economici, destinazioni più vicine caratterizzano i viaggi vacanze all’estero degli italiani che aumentano le notti trascorse all’estero(+4,3%) e la spesa totale del 2,1%.
Interessante anche l’analisi delle caratteristiche demografiche (Paolo Sergardi di Pragma) che registrando un tendenziale invecchiamento nei flussi incoming, evidenzia una differenza significativa in relazione all’area di provenienza con conseguenti cambiamenti nelle scelte sia delle destinazioni che dei prodotti.
L’età media della Germania, pari 44,5 è la più alta dell’ area occidentale e in generale del resto dei Paesi analizzati. Il dato si abbassa se consideriamo il turismo proveniente dall’Est Europa: dal 36,4 della repubblica Ceca, ai 34,2 della Romania e scende ulteriormente se la provenienza è il mondo asiatico dove si registra un minimo di 34,6 per i turisti provenienti dalla Cina.
Il quadro sull’evoluzione delle presenze di turisti stranieri nelle strutture ricettive italiane è l’argomento trattato, sulla base dei risultati delle indagini Istat, da Gianpaolo Oneto.
Nel 2010 (i dati si riferiscono ai primi dieci mesi dell’anno), la domanda estera ha superato il 44% dei pernottamenti complessivi e pur registrando dal 2005 al 2009 fluttuazioni più ampie di quella nazionale, si tratta di un effetto positivo che traina l’inizio del recupero.
Rispetto alle diverse tipologie delle strutture ricettive, per il segmento alberghiero si registra un recupero significativo (3%), mentre per le strutture complementari a fronte di una tenuta negli anni di crisi, il 2010 si caratterizza per un modesto +0,5%.
Va anche segnalato che la durata media dei soggiorni nelle strutture ricettive tende a ridursi e riguarda in maniera più significativa gli italiani, e che la concentrazione dei flussi si ha nei mesi di luglio e agosto e riguardata in maniera più significativa i turisti italiani rispetto a quelli stranieri.
Tag: ciset, destinazioni, economia, incoming, outgoing, politiche, statistiche, trend, viaggi



