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Il turismo religioso continua a crescere, anche in Italia

Tredici miliardi di euro e 330 milioni di pellegrini in tutto il mondo. Se bastassero le cifre a descrivere l’importanza di un fenomeno, nel caso del turismo religioso non ci sarebbe bisogno di andare oltre. Si tratta di un mercato sempre più multietnico, che coinvolge turisti di numerose fedi religiose e viene praticato da giovani, famiglie e terza età con formazione culturale elevata, sensibili anche alla bellezza del paesaggio. Da esperienza di viaggio penitenziale, il turismo religioso è ormai diventato una vacanza a pieno titolo, in cui anche il comfort ha assunto notevole rilevanza.

Viaggi e vacanze spirituali vanno a gonfie vele anche in Italia. Nel 2009 il settore è cresciuto di oltre il 20% e genera annualmente un giro d’affari intorno ai 5 miliardi di euro, muovendo oltre 40 milioni di persone e facendo registrare 19 milioni di pernottamenti (dati ricavati da un’indagine Trademark). Un ruolo centrale lo svolge la Chiesa cattolica, grazie al possesso dei 70% dei beni culturali esistenti, di  trentamila edifici religiosi di valore artistico, 700 musei diocesani e 2.200 tra santuari, monasteri e conventi che in gran parte offrono ospitalità. Sono circa 250 mila posti letto gestiti da enti religiosi, che contano quasi 4 mila realtà ricettive (case, hotel e centri di accoglienza), e un centinaio i monasteri-alberghi entrati nei network Condé-Nast, Relais & Chateaux o Leading hotels of the world. Il 92% di coloro che si muovono in Italia per turismo religioso sceglie l’albergo quale sede del proprio soggiorno ed in termini di offerta complessiva si stima che siano 100 mila le camere alberghiere (pari al 12% dell’intera rete alberghiera) destinate ad accogliere questo tipo di clientela.

A rafforzare il settore c’è la novità dell’imminente ingresso degli istituti religiosi di accoglienza nel portale nazionale del turismo (www.italia.it) promosso dal Governo, che ha stanziato 10 milioni di euro per la valorizzazione degli itinerari storico-religiosi. Il rilancio della Via Francigena, la strada che nel medioevo collegava Roma a Canterbury, costituisce il punto di riferimento. Non solo, però: la maggiore destinazione religiosa in Italia è Roma, seguita da San Giovanni Rotondo, Assisi, Loreto e Pompei.  L’obiettivo è quello di valorizzare il territorio e non solo le grandi città, e per questo motivo sono stati sviluppati diversi percorsi lungo la penisola, come le tre nuove vie francigene divise tra nord e sud Italia. Al nord si segnalano il Cammino di Sigerico, che collega Milano con la città dei papi passando dall’Emilia e dalla Toscana, e la Via dell’est, che da Venezia attraversa la Romagna e l’Umbria. Nel Mezzogiorno è nato invece l’Itinerario del Sud, che collega Roma con la Campania e la Puglia fino al Salento. Il modello è il fortunato Cammino di Santiago de Compostela in Spagna, con 200mila viaggiatori all’anno, senza dimenticare mete tradizionalmente battute come la Terra Santa, Lourdes (Francia, 7 milioni di pellegrini all’anno), Fatima (Portogallo), Czestochowa (Polonia) e Medjugorie (Bosnia-Erzegovina). Si stanno poi diffondendo anche proposte di tipo misto, come quelle che arrivano dal mondo salesiano, cui fanno capo migliaia di oratori e strutture educative in giro per il mondo. È sempre più possibile per i giovani viaggiare in Europa (Irlanda in particolare) o negli Stati Uniti per frequentare corsi di lingua inglese presso strutture collegate al mondo di Don Bosco.

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