Le vendite di e-book sembrerebbero aver sorpassato quelle dei libri cartacei, almeno negli Stati Uniti: questo è il dato reso noto dalla Association of American Publishers (AAP). Nel febbraio 2011 le vendite di eBook sono incrementate del 202.3% rispetto al febbraio 2010, mentre prendendo in considerazione l’intero arco annuale, l’aumento è del 169.4%, a fronte di una diminuzione del 24.8% nelle vendite dei libri a stampa, sommandone tutte le categorie.
Se negli Stati Uniti la situazione degli eBook è rosea, lo stesso non si può dire per l’Italia. Sarebbero 65.000 gli eBook venduti in italia nel 2010, ovvero lo 0,05% del mercato del libro. Una cifra ancora irrisoria, anche se Maurizio Costa, amministratore delegato di Mondadori afferma ottimisticamente che entro qualche anno la vendita di eBook in Italia potrebbe arrivare al 10% del complesso editoriale. Siamo comunque molto lontani dai ritmi di crescita statunitensi. In Italia alcune case editrici hanno iniziato a proporre versioni digitali dei propri libri, ma a prezzi non competitivi rispetto al cartaceo ed offrendo un catalogo limitato. Inoltre, il prezzo non proprio a buon mercato degli e-reader, che va dai 200 ai 250 euro in media (contro i 90 di un Kindle negli Stati Uniti), complica ulteriormente l’espansione del mercato.
Se queste sono le premesse, cosa succede nel mondo delle guide turistiche?
Il mercato delle guide turistiche, come categoria dell’editoria cartacea, presenta già di per se un panorama estremamente più concorrenziale di quello del libro in senso stretto: rientrano infatti tra i competitor anche i produttori di contenuti editoriali su web, sia provenienti da editori riconosciuti che da enti istituzionali, sia da blogger che da siti in cui i contenuti sono principalmente User Generated, anche se non necessariamente si tratta di guide strutturate comparabili a quelle cartacee. Al web si affianca il mobile, con svariate quantità di applicazioni, molto spesso gratuite.
La guida turistica in formato eBook deve dunque lottare per affermarsi e, tra chi la osanna perché rende più leggera la valigia (specie il viaggiatore abituato a confrontare tra loro tre o quattro guide sulla stessa destinazione) e chi invece, come nel forum di Lonely Planet, si chiede preoccupato se portare un e-reader o un tablet in paesi del terzo mondo possa attirare le mire di malintenzionati, le guide in eBook della Lonely sembrano ad esempio non uscire molto bene dal confronto con le sorelle cartacee: Anick Jesdanun, reporter della Associated Press in vacanza a Dresda, ha svolto un’interessante comparazione portando con sé sia la guida tradizionale sia la versione omologa su Kindle, riscontrando alcuni non trascurabili difetti nella versione eBook. Ad esempio, al momento di consultare un approfondimento su un monumento della città che si trova a 30 pagine di distanza da quella consultata: nella guida turistica tradizionale scorrere le pagine è semplice, su Kindle si è costretti a premere 30 volte il tasto “avanti” o a digitare il numero di pagina desiderato. In ogni caso, osserva Jesdanun, si tratta di un metodo lento che fa puntare a favore dello stampato. Altro caso, legato stavolta alla consultazione delle mappe: desideriamo andare nel ristorante segnalato dalla guida e, per trovarlo, dobbiamo consultare la mappa allegata. Nel libro sarà facile aprirla e consultarla integralmente. Nel Kindle risulterà spezzata in vari blocchi, rendendo dificoltosa l’identificazione sia di un punto, sia di un percosso.
Ma la sperimentazione in Lonely non si ferma: nell’ agosto 2010 pubblica le guide della collana Discover sull’Ibookstore di Apple: si tratta di guide fortemente interattive, in cui la consultazione lineare è sostanzialmente abbandonata in favore di un’esperienza multimediale, immersiva, intuitiva e dotata infine di strumenti di pianificazione.
Otto mesi dopo, tuttavia, i titoli disponibili si limitano a quelli iniziali: Francia, GB, Irlanda, Italia e Spagna, in sola lingua inglese. Michelin, Frommers, Time Out, Rough Guides tra gli altri editori che hanno iniziato a scommettere sull’epublishing: Michelin e Rough Guides con guide per Kindle, Frommers sia per Kindle che in formato ePub, Time Out in versione ePub e per Ipad.
Ognuno di questi editori vende le sue guide anche autonomamente sul proprio sito, ma quando si approda sul lato distribuzione le cose si complicano. Amazon è attualmente il principale distributore di eBook: e sono circa 10.800 i titoli disponibili nel suo catalogo per il settore Travel; un numero ancora basso se comparato al numero di guide cartacee in vendita sullo stesso sito che arriva intorno ai 328.500 titoli. Il catalogo è abbastanza vario e comprende opere di vari editori, ma alle guide si mescolano romanzi e diari di viaggio e solo da poco è stata introdotta la possibilità di cercare in base al paese di interesse. Questa difficoltà è invece ancora presente sulle piattaforme di distributori concorrenti, da Barnes&Noble, all’eBookstore di Apple, da Bookdepository a ebook.com.
Ovviamente stiamo parlando di guide turistiche in lingua inglese. La situazione cambia radicalmente nel prendere in considerazione il mercato delle guide digitali in Italia. Già da febbraio 2010, il Touring Club pubblica le versioni per kindle di due sue guide: la Rossa per Roma e la Gialla per la Lombardia. La sua produzione si ferma purtroppo qui, affiancata da alcune guide tematiche come “Alberghi e Ristoranti d’Italia”, “Campeggi e villaggi”, “Dormire low cost”, a un costo che si aggira intorno alla metà di quello della versione stampata. Newton Compton traduce invece in versione Epub (formato libero, aperto e basato su XML) la sua collana “101 cose da fare a…“, comprendente le principali città Italiane, e altre guide tematiche. Altri editori che hanno tentato la scommessa sono Slow Food e Giunti, sempre con alcune, non numerose, guide tematiche. La quantità di guide digitali italiane è nel complesso molto esigua e questo dato si riflette anche sul lato eBook store: da Feltrinelli a Biblet Store di Telecom, da IBS a Ultima Books di Simplicissimus, la media delle guide presenti in catalogo si aggira attorno alla trentina, e a volte risalire alla categoria “guide turistiche” comporta qualche sforzo di ricerca.
I motivi di questo sensibile ritardo, oltre alla non certo brulicante condizione del mercato italiano, sono molteplici. Tanto per cominciare, già come abbiamo potuto osservare nel caso delle guide Lonely, la semplice trasposizione dal cartaceo al digitale, quando non risulta addirittura inefficace, dimostra di non avere un valore aggiunto vero e proprio. I contenuti delle guide già esistenti devono infatti essere adattati a un mezzo che richiede un più alto grado di interattività e di multimedialità: essere aperti in qualche maniera ai contributi social (un’ interessante prospettiva sul “social reading”) e connessi in maniera agile al web. Solo così il vantaggio rispetto alla guida cartacea può essere reale, anche in vista della sempre maggiore interazione e connessione col web che turisti e viaggiatori mantengono anche durante l’esperienza di viaggio. Questo porterebbe a rendere le guide turistiche molto più simili a delle applicazioni, che a semplici libri digitali.
La complessità di un simile processo di trasposizione è sicuramente molto alta e resa ancora più difficile dalla mancanza di uno standard affermato: scommettere su un formato piuttosto che un altro è rischioso, mentre realizzare più versioni dello stesso contenuto è costoso. La mancanza di competenze è infine un’altra barriera: individuare in Italia figure professionali in grado di unire competenze di carattere editoriale nel settore travel e conoscenze digitali e tecnologiche specifiche per questo nuovo settore è ancora estremamente problematico.
Probabilmente si tratta di comprendere, ancora per qualche mese, quale sarà la direzione del mercato. Nel frattempo, anche Google è entrato nella partita aprendo un proprio store. Chiaramente, la vendita per l’Italia non è ancora attiva e nulla ci permette di prevedere quando potremo dare un’occhiata alla categoria “travel” sui suoi scaffali virtuali. Nel frattempo ci possiamo accontentare di “milioni di Google eBook gratuiti e di pubblico dominio”.
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