Negli ultimi tempi sta emergendo una sensibilità sempre maggiore nei confronti di quello che viene chiamato “sviluppo sostenibile” dell’economia. Il fine dell’impresa non è più solo quello di fare il maggior profitto possibile, ma di produrre ricchezza badando anche al benessere delle popolazioni locali, facendo attenzione a non inquinare il territorio, a non depauperarlo di tutte le risorse naturali, per contribuire alla produzione della ricchezza non solo per le generazioni attuali ma anche per le future.
Traduzione di Tiziano Braglia da un articolo pubblicato da Toute l'Europe
“L’Europa sarà o non sarà ferroviaria”. È questo in sostanza il messaggio di Jacques Barrot indirizzato mercoledì agli eurodeputati, riportato da Le Figaro economia. Infatti, il commissario europeo “ha annunciato ieri agli eurodeputati la ripartizione di un budget di più di 5 miliardi di euro tra 30 grandi progetti di trasporto prioritari che attraversano il continente [La Croix]. “La ferrovia ha fatto la parte del leone, guadagnando 3,93 miliardi di euro”, nota il giornale.
Si è da poco conclusa la tre giorni della fortunata “Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico”, unico appuntamento al mondo volto a promuovere siti e destinazioni archeologiche creando integrazione tra diverse culture dell’area mediterranea e non solo.
In quest’epoca ecologica più o meno sostenibile, dove militanti e scienziati, sotto l’occhio vigile dei media, entrano nell’arena politica in cui, per resistere, è importante prima di tutto mostrarsi solidi, una nuova era del turismo è in formazione.