Sono tante le iniziative che i governi locali stanno introducendo per migliorare la mobilità, soprattutto in termini di qualità, all’interno delle città e tra le città del medesimo territorio, allo scopo di rendere più vivibile e sostenibile il vivere cittadino. La nuova mobilità punta alla valorizzazione del locale e delle sue specificità, dando impulso ad iniziative che stimolano la consapevolezza dell’unicità del territorio dal punto di vista culturale, storico, paesaggistico e socio-economico.
L’ultimo MICE Forum è stato per GH Net l’occasione per tornare a parlare di classificazione alberghiera, e per fare il punto della situazione dopo l’emanazione del DPCM 21/10/2008 “Italy Stars and Rating”, che finalmente introduce gli standard minimi nazionali dei servizi e delle dotazioni per la classificazione degli alberghi. Abbiamo scoperto che le cose non sono molto cambiate, e forse dovremo attendere ancora a lungo per avere una classificazione alberghiera meno frammentata di quella attuale.
Mancano poco più di 1800 giorni all’inizio di Expo Milano 2015. Parliamo di quella che è stata definita la “principale opportunità di sviluppo per l’Italia nell’arco dei prossimi dieci anni”, dell’unica Esposizione Universale concepita in termini di sostenibilità e democrazia. Progetti, visione e questioni ancora aperte su quella che per Milano sarà un’occasione unica per reinventare e modificare la propria immagine internazionale rinnovando profondamente il proprio assetto urbano.
Il turismo internazionale sta recpuerando fermamente dopo un 2009 estremamente difficile. Gli arrivi turistici internazionali a livello mondiale sono cresciuti del 7% nei primi due mesi del 2010, secondo l’ultimo Barometro UNWTO. La crescita è stata particolarmente forte in Asia, Africa e Medio Oriente. Secondo le previsioni UNWTO gli arrivi turistici internazionali cresceranno fra il 3 e il 4% nel 2010.
La prozia, di 103 anni, trapassa e lascia all’erede un castello, bellissimo, un lascito imponente, ma il patrimonio ha un enorme costo permanente, inghiotte soldi e non rende nulla. L’erede però non può venderlo e incassare: una clausola del testamento lo impedisce.