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Economia / Mercati
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Come i mercati valutari cambiano la mappa delle destinazioni turistiche: i rapporti annuali delle Poste britanniche.
  Lunedì, 29 Marzo 2010 - 16:46  
 
di Guido Gambassi

Dall'analisi dei mercati valutari, degli scambi di valuta negli uffici di cambio e dei prezzi nelle varie destinazioni internazionali, le Poste del Regno Unito ricavano importanti indicazioni sulle mete più economiche, creando una mappa turistica in continua evoluzione, soprattutto in tempi di instabilità finanziaria e valutaria.
 

Ogni anno le Poste britanniche pubblicano il Post Office Travel Services Holiday Money Report e il Post Office Worldwide Holiday Costs Barometer. I due rapporti, analizzando il tasso di cambio fra la sterlina e le altre valute, ed i prezzi correnti per i servizi turistici, definiscono periodicamente la mappa delle destinazioni turistiche più abbordabili per i cittadini britannici (e non solo). Una mappa che sta cambiando in continuazione, vista la situazione economica e finanziaria internazionale, e che oggi più che mai può essere interessante da monitorare.

Una delle novità più rilevanti emerse nel 2009 è il forte aumento dei prezzi della Turchia, che diventa ora molto  più cara della Spagna. I turisti diretti in Turchia affronteranno un costo maggiore per i servizi turistici, nonostante la percezione di una destinazione vantaggiosa fuori dall’Eurozona.

Mentre la lira turca ha perso oltre il 7% rispetto alla sterlina nell’ultimo anno, il barometro rivela però un aumento di quasi il 44% nel costo di pasti, bevande e altri servizi turistici. Il Paese ha perso così 14 posizioni nella classifica delle 30 destinazioni analizzate, arrivando 22° e risultando molto più costosa della Spagna. La quale emerge come la destinazione più economica nell’Eurozona (la quarta in totale), con un calo dei prezzi del 30% sulle voci di spesa indagate l’anno precedente.

Questo rientra, secondo Post Office, in una tendenza generale dell’Eurozona, dove ogni Paese indagato risulta più economico dell’anno precedente.
 
L’Ungheria è per il secondo anno consecutivo la destinazione più economica: da quando il fiorino ha perso oltre il 9% sul mercato valutario è una destinazione imbattibile per i city break.

La Tailandia è la seconda value destination e rimane la più economica fra quelle di lungo raggio. Il suo diretto rivale, il Kenya, è settimo nella classifica generale e sembra offrire ancora prezzi competitivi.

I prezzi turistici complessivi sono calati in 17 delle 25 destinazioni indagate nei rapporti precedenti, i cali più rilevanti si sono registrati in Bulgaria, Messico, Mauritius e Barbados.

Secondo il Post Office Travel Services Holiday Money Report le destinazioni dove i viaggiatori si ritroveranno con il maggior aumento della capacità di spesa sono Giamaica (21%), Egitto (14%) e Dubai (12,6%), grazie al rafforzamento della sterlina nell’ultimo anno.

I prezzi sono aumentati in solo otto destinazioni, soprattutto in Turchia e Sud Africa – la cui valuta è una delle poche che si è rafforzata contro la sterlina, salendo del 13% nell’ultimo anno.

Sarah Munro, capo degli uffici di cambio di Post Office, dichiara: “A giudicare dall’aumento di prezzi registrato nella nostra ultima ricerca comparativa sembra improbabile che la Turchia rimanga quella destinazione economica che era solo due anni fa, quando il barometro di Post Office la segnalava come migliore offerta. Per il 2010 il nostro paniere di otto voci di spesa turistica indica che la Turchia costa il 68% in più della Spagna. L’Eurozona sembra tornare al contrattacco dopo la batosta del 2009, quando il Post Office ha registrato un calo del 14% nella vendita di Euro. Questo significa che anche se l’euro rimane la nostra valuta best seller, generando il 72,2% del business dei nostri uffici di cambio, la sua quota di mercato è scesa di due punti rispetto al 2008.
“Comunque, il Post Office Worldwide Holiday Costs Barometer ha rilevato un calo fondamentale dei prezzi nell’Eurozona, e considerando anche l’aumento del tasso di cambio il risultato sarà senz’altro positivo per i turisti britannici”.

E l’Italia? Dai rapporti delle poste britanniche arriva l’ennesima conferma della nostra bassa competitività di prezzo: su 30 destinazioni analizzate siamo ventunesimi, seguiti dalla Turchia, come già visto, e tutte le altre altre destinazioni più care di noi sono di lungo raggio (Giamaica, Barbados, Australia, Messico, Antigua, Saint Lucia, Nuova Zelanda, Brasile).

Per scaricare i rapporti:
ftp://ftp.royalmail.com/Downloads/public/ctf/po/holidaymoneyreport2009.pdf

ftp://ftp.royalmail.com/Downloads/public/ctf/pw/holidaycostsbarometer.pdf

 


 

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