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Sci e snowboard all’insegna del “green”
  Lunedì, 22 Marzo 2010 - 14:22  
 
di Roberta Longo

Lo sci, la montagna e gli sport invernali in genere sono da sempre associati all'idea di un turismo a stretto contatto con la natura e con l'ambiente, ma dimentichiamo che solitamente dietro alla "settimana bianca" si celano costi energetici e consumi di risorse naturali piuttosto elevati. Approfondiamo le cause del forte impatto ambientale provocato da questi sport e le soluzioni per limitarne i danni   
 

Nelle zone montane il turismo rappresenta un importante strumento di sviluppo per le economie locali ma, parallelamente, anche un potenziale e in alcuni casi reale, fattore di stress del territorio, minaccia alla biodiversità e fonte di inquinamento a livello globale.

Tra le cause, la cementificazione del territorio per la costruzione di infrastrutture turistiche e di trasporto, il taglio delle foreste per la realizzazione di piste e impianti sciistici e per ricavare legname con conseguenti problemi di smottamenti del terreno, l’alterazione idrica e il mancato assorbimento di CO2, la produzione di rifiuti, lo smaltimento dei rifiuti e delle acque reflue, il maggiore consumo di risorse idriche per il mantenimento dei manti nevosi artificiali e della “popolazione turistica”, l'inquinamento acustico e atmosferico da traffico, la perdita in alcune zone dell’identità territoriale e culturale.

Per farci un’idea di quanto sia critica la situazione, basti pensare che sulle Alpi, negli ultimi 30 anni, la temperatura è aumentata di 4° Fahrenheit, aumentando di conseguenza la possibilità di valanghe, o che nella Squaw Valley Mountain Peak i 467 piedi di neve della stagione 1998/99 si sono ridotti a 369 nella stagione 2006/2007.
I numerosi appelli ad uno sci consapevole, la continua attenzione dei mass media e delle associazioni di categoria all’ecologia e al rispetto della natura, e soprattutto la paura di essere banditi dal mercato per non essersi saputi adeguare, hanno fatto si che molte stazioni sciistiche accrescessero il proprio interesse verso il “green” realizzando importanti iniziative ecologicamente responsabili.
Difatti, la rotta verso un drastico cambiamento può essere stabilita nel piccolo da un comportamento ecologicamente sostenibile di sciatori, snowboarder e turisti in generale, in misura maggiore dai proprietari delle stazioni sciistiche e dai produttori di attrezzature.


Stazioni sciistiche: eco-reato, si o no?

È un dato di fatto, le stazioni sciistiche interferiscono pesantemente sull’ambiente. Tra le cause principali ricordiamo il disboscamento delle foreste per la necessità di ulteriori piste, la creazione di nuovi parcheggi e lo sviluppo immobiliare di centri commerciali e boutique; l’elevato consumo di energia causato dagli impianti di risalita e innevamento, e dal bisogno di riscaldamento per rifugi e ristoranti; il danneggiamento dell’habitat, poiché senza la normativa adeguata, gli impianti sciistici possono usurpare l’acqua, minacciare la sua qualità e violare il delicato ecosistema delle specie minacciate di estinzione.
Detto ciò possiamo notare da una parte, chi sta facendo o ha fatto grandi passi avanti in campo ambientale, installando ad esempio turbine eoliche che generano gran parte dell’energia elettrica necessaria, dall’altra invece chi continua ancora ad abbattere ettari di foresta nazionale per allargare i propri parcheggi…ma come sapere chi sfida la natura e chi invece la rispetta? Come scegliere dove passare la nostra settimana bianca? È già da qualche anno che in rete si assiste alla nascita di gruppi e community on-line senza scopo di lucro che aiutano a tenere d’occhio gli “amici e i nemici” delle montagne, consigliando semplici turisti, sciatori e snowboarder. In America la più accreditata è la Ski Area Citizen’s Coalition che nel bilancio annuale osserva l’impatto ambientale delle località a livello nazionale; nell’ultimo bilancio sono state ben 7 le stazioni sciistiche americane che hanno ricevuto una “F” sulla pagella ambientale per reati di negligenza nella protezione delle specie animali minacciate e disboscamento di foreste protette per la creazione di nuovi parcheggi.


Eco-ospitalità

La scelta di hotel, residence e b&b è sicuramente vasta, ma per un soggiorno green è sempre meglio preferire luoghi dell’ospitalità attenti all’ambiente. Tra i comportamenti sostenibili da considerare al momento della scelta, ad esempio, il riutilizzo dell’acqua piovana, l’utilizzo di energie alternative per il riscaldamento e di tessuti ecocompatibili per l’arredamento, il servire nei ristoranti prodotti tipicamente locali.


Sostenere le aziende “green”

È importante sostenere le aziende produttrici di attrezzature sciistiche che si impegnano quotidianamente nel realizzare un reale passo avanti verso la sostenibilità, adoperando materiali naturali o utilizzando l’energia eolica nell’intero processo di produzione. Difatti, sono ormai sempre più diffuse le innovative attrezzature “green” che utilizzano bamboo a crescita rapida, legno di paulownia o ricavato dalle foreste locali, materiale riciclato come la carta per le parti laminate e l’acciaio per i bordi; le resine e gli altri materiali tossici vengono usati con sempre maggiore parsimonia.

Nello specifico, il bamboo è sicuramente la risorsa più eco-friendly a disposizione delle aziende, soprattutto perché si tratta di uno dei materiali più resistenti presenti in natura, ideale per la struttura interna (nucleo) degli snowboard, di solito invece realizzata in legno, o legno e materiali compositi come la fibra di carbonio. Utilizzare il bamboo è una delle soluzioni ottimali per l’ambiente in quanto è incredibilmente rapido nella crescita, le radici non vengono danneggiate al momento del raccolto (da ciò la sua straordinaria rinnovabilità), e necessita di poca acqua per vivere.

Un’altra opzione è quella di acquistare tavole e sci realizzate con il legname approvato dal Forest Stewardship Council, garanzia di un legname proveniente da foreste gestite in maniera corretta e responsabile secondo rigorosi standard ambientali, sociali ed economici.


Eco-look

Sul mercato è ormai possibile trovare qualsiasi cosa, dalle tute da sci alimentate ad energia solare alle giacche ricavate dal recupero di 14 bottigliette di plastica. Insomma il must per sciatori e snowboarder eco-friendly non può non essere un abbigliamento ecologico e riciclabile in grado di mantenere il caldo senza inquinare.
  

Noleggio dell’attrezzatura


Per chi non solca le piste ogni fine settimana, il noleggio dell’attrezzatura è sicuramente il modo più ecologico per andare a sciare.


Riciclare/donare l’attrezzatura usata


Grazie all’operato di alcune organizzazioni è ora possibile donare o riciclare tute, sci e snowboard.


Navette e carpooling

Considerato l’enorme inquinamento provocato dai turisti motorizzati, è importantissimo scegliere tutte quelle località che offrono un buon servizio di trasporto pubblico. L’inquinamento, l’intasamento delle strade, la necessità di parcheggi (sempre di più e sempre più vicini alle piste), potrebbero essere in parte risolti dagli sky-bus, una rete di trasporti puntuali e spesso gratuiti, che portano il turista fin quasi alla porta dell’hotel o della seggiovia.
Chi non ha le montagne a portata di mano ed è costretto ad oltrepassare i confini regionali, può contare invece sulla soluzione treno + navetta proposto da alcune linee ferroviarie.
In caso contrario, l’alternativa migliore è quella del carpool, sempre più diffusa grazie alle infinite potenzialità dei social network, vedi Facebook, o allo spirito d’iniziativa dei numerosi proprietari delle stazioni sciistiche che hanno deciso di fornire il servizio. 


Non sciare su piste con neve artificiale

Per innevare una montagna per un’intera stagione si impiegano quasi 90 milioni di metri cubi d'acqua, circa la quantità utilizzata in un anno da ben 1,5 milioni di persone.


Sci di fondo

Lo sci di fondo è sicuramente il modo più ecologico di sciare: niente seggiovie e nessun impianto di innevamento, solo natura e incontaminate distese di neve. Con la giusta attrezzatura e l’adeguata conoscenza delle “aree selvagge”, lo sciatore avrà a disposizione, solo per lui, centinaia di migliaia di piste inviolate.
   

Non sciare a Dubai
A Dubai, l’oasi del lusso e dei lussureggianti giardini, si può anche sciare da quando nel novembre del 2005 è stato aperto Ski Dubai. La bizzarra stazione sciistica si trova all’interno del centro commerciale Mall of the Emirates, con pannelli blu al posto del soffitto per simulare il colore del cielo… un innaturale espediente destinato a dare ai più ricchi un brivido a buon mercato. Il consiglio è quello di sciare “in zona” non allontanandosi troppo, ed evitare le stazioni sciistiche extra-lusso.

 


 

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