Horse Country: ad Arborea una delle più importanti realtà del turismo equestre
Venerdì, 05 Febbraio 2010 - 15:01
di Paolo Piras
Il Consorzio Horse Country, ad Arborea, in Sardegna, nasce dall’iniziativa dell’Horse Country Resort, grazie fondi dei Progetti Integrati d’Area, e coinvolge attorno al turismo equestre 104 soggetti pubblici e privati. C’è ancora del lavoro da fare, per realizzare un’unica grande rete dell’escursionismo a cavallo, ma la Provincia di Oristano ha deciso di investire su questa importante opportunità di sviluppo.
Il legame tra uomo e cavallo ha radici secolari in tutta la Sardegna. Non c'è sagra o festa paesana senza processione di uomini a cavallo. Nella provincia di Oristano, attorno al cavallo sono organizzate decine di festività, dal carnevale alla festa del patrono.
Dalla Sartiglia di Oristano, giostra equestre di origine spagnola che da oltre cinquecento anni anima i carnevali, a Sa Carrela 'e nanti, una sfrenata corsa in discesa per le vie di Santulussurgiu, paese di appena 2500 abitanti. L'Ardia di Sedilo, nel nord della provincia, corsa in onore del patrono San Costantino Imperatore, risalente ai primi secoli dopo Cristo, e le innumerevoli “Cursa a sa pudda” organizzate sempre per il carnevale in decine di piccoli centri. Tutte queste corse hanno radici ancestrali, spesso religiose e profondamente legate all'animo di queste comunità.
Il cavallo è dunque parte integrante della storia e della cultura sarda, e nel corso degli anni ha acquisito un ruolo di primo piano nell'economia della regione e in particolare della provincia di Oristano.
Non stupisce dunque che da questa tradizione prenda piede uno dei più grandi progetti di sviluppo del turismo equestre a livello nazionale ed europeo.
Una rete di luoghi e una rete di professionisti.
Si tratta del progetto “Horse Country”. Un'idea ambiziosa nata più di venticinque anni fa nella mente di Ettore Giachino, imprenditore che sul finire degli anni '70 cominciò la realizzazione di un villaggio turistico in provincia di Oristano.
Creare una rete di soggetti pubblici e privati: comuni, centri vacanze, agriturismi e maneggi. Tutti collegati per sviluppare un modello di turismo alternativo e molto particolare.
Piccole realtà collegate fra loro che permettono al turista di scoprire e attraversare la natura incontaminata della Sardegna e allo stesso tempo provare le emozioni di portare un cavallo nel territorio che gli appartiene.
Dall'Ala Birdi all'Horse Country
A fine anni '70 Ettore Giachino comincia la realizzazione di un piccolo hotel lungo il mare di Arborea, cittadina di appena quattromila abitanti, circa venti chilometri a sud di Oristano. Il centro vacanze “Ala Birdi” si specializza da subito nelle attività equestri, riservando a clienti e non corsi e piccole escursioni a cavallo.
L'intuizione di investire sul turismo equestre sembra propizia, ma non tutti sembrano capirne le possibilità.
Con l'abrogazione nel 1992 della legge 64/1986 sugli interventi di sostegno al Mezzogiorno, la provincia di Oristano attraversa un periodo di stallo economico.
Nascono in quegli anni i PIA, i Progetti Integrati d'Area, piani di sviluppo economico e sociale promossi dalla provincia.
Uno di questi è dedicato al progetto Horse Country. Nasce così un consorzio di comuni, imprese e associazioni private riunite attorno all'idea di Giachino. L'Ala Birdi di Arborea è la struttura centrale, il nucleo di partenza del progetto. Tutte le altre sono strutture secondarie ma necessarie per raggiungere l'obiettivo reale del progetto: la destagionalizzazione del turismo in Sardegna e nella provincia.
Il Consorzio Horse Country
Il Consorzio Horse Country nasce a metà anni 90 con la presentazione dei Piani Integrati d'Area del 1996. La presentazione di questo progetto desta subito interesse in molti ambienti e vede un coinvolgimento di 104 soggetti: 28 comuni, 66 enti privati e varie cooperative e associazioni; di questi, la maggior parte sono appartenenti alla provincia di Oristano, gli altri sono situati in tutta la Sardegna.
Nel 1998 la Regione Sardegna finanzia il progetto, tramite la L.R. 37/1998. Il costo complessivo per la realizzazione finale, presentato tramite una proposta di Partenariato Regionale, ammonta a circa 97 milioni di euro, il 70% dei quali dovranno arrivare da finanziamenti pubblici: regionali, provinciali e comunali.
L'investimento iniziale è di 19 milioni di euro pubblici e 5,6 milioni privati. Metà di questi fondi vengono utilizzati per la realizzazione del nucleo centrale del progetto, l'Horse Country Resort di Arborea. Oltre 900 posti letto, tre alberghi a quattro stelle, un maneggio coperto con tribune per 1200 spettatori e un villaggio in stile western quasi ultimato.
I fondi dei PIA del 2000 permettono l'avvio dei lavori di costruzione di 12 maneggi distribuiti nei comuni partecipanti al progetto e delle relative strutture ricettive.
L'idea iniziale si sviluppa e va oltre la semplice offerta e promozione di itinerari equestri nella natura sarda. L'integrazione delle varie attività coinvolte mira così a sviluppare e promuovere l'economia totale del territorio, rendendo accessibile ai turisti la provincia, i suoi luoghi e le proprie tradizioni in ogni periodo dell'anno.
Destagionalizzare
Luca Orsetti è il direttore generale dell’Horse Country Resort. “Quello che ci interessa veramente è destagionalizzare il turismo equestre – afferma – Vogliamo evitare che i soggetti impegnati in questo campo si ritrovino con solo 45 giorni di attivo e i restanti periodi dell'anno a fare i conti con poche decine di clienti. Il cavallo, così profondamente legato al DNA di questa regione, può essere il nostro uovo di Colombo. Molti considerano l'equitazione uno sport esclusivo, elitario. Per noi proprio questo è il suo punto di forza. Noi cerchiamo gli esclusi, coloro che non hanno mai provato l'emozione di una monta o di una cavalcata, vogliamo rendere accessibile al maggior numero di persone queste emozioni”.
Il sogno del coast-to-coast
Passeggiare a cavallo in sentieri mai battuti dall'uomo è appassionante di per sé, un’esperienza fatta di natura e di avventura. Ma il vero sogno che Orsetti sta cercando di realizzare è un altro: “l'obiettivo finale, a progetto ultimato, è quello di realizzare un costa a costa, da Arborea all'Ogliastra. Una cavalcata maestosa, trecento cavalli in partenza da un lato della Sardegna che attraversando i vari paesi coinvolti nel progetto arrivano dopo una settimana dall'altra parte della regione. Dopo aver visitato i piccoli centri, le campagne incontaminate, aver soggiornato negli agriturismo più tradizionali, l'arrivo all'altra parte del mare. Quando questo percorso sarà realizzato allora il progetto Horse Country potrà considerarsi ultimato”.
Lo stato attuale
Nonostante ci sia un chiaro piano di sviluppo del progetto, la realizzazione non è ancora ultimata. Dopo circa quindici anni dalla sua presentazione, le uniche escursioni realizzate sono quelle dell'Horse Country Resort, entrambe con partenza e arrivo alla struttura di Arborea, da concludersi in giornata.
“Quello che più ci preme – continua Orsetti – è creare un sistema, una rete. Creare dei professionisti capaci di guidare il turista in tutto il suo percorso di apprendimento. Dalla prima monta fino all'escursione in montagna”.
Cento teste, cento cappelli
L'idea di riunire attorno a un tavolo decine di operatori del settore turistico per prendere decisioni comuni sembrerebbe una cosa normale e vantaggiosa a prescindere. In Sardegna in realtà, le cose si complicano un po'… Un detto tradizionale che spiega molto bene la testardaggine e l'individualismo dei sardi recita: Chentu concas, chentu berrittas. Cento teste, cento cappelli. (ndr: anche l’autore dell’articolo è sardo...)
Appare dunque molto più difficile che nel resto d'Italia riuscire ad organizzare una rete così estesa capace di riunire tante persone con ruoli diversi.
Paradossale addirittura, se si pensa che l'idea nasce ad Arborea – cittadina di appena 80 anni, che affonda le sue radici nell'era delle bonifiche fasciste, costruita negli anni venti e colonizzata da coltivatori provenienti per la maggior parte dal triveneto e da tutto il nord Italia – un paese che del “fare sistema” ha fatto il suo motto, concentrando tutte le energie nella produzione di latte e prodotti agricoli, delegando la gestione a tre cooperative in stretto contatto tra loro, che hanno creato un piccolo caso di economia autogestita, portando la ricchezza pro capite tra le più alte dell'isola.
“Questo piccolo centro – continua Orsetti – è la dimostrazione pratica di come la cooperazione di diversi soggetti renda possibile sviluppare progetti a volte impossibili. In un periodo di crisi come questo, un modello del genere può e deve essere imitato ed esportato. Ed è quello che vogliamo fare con il progetto Horse Country”
La provincia di Oristano
L'attività sarebbe dovuta partire già da qualche anno, ma la burocrazia italiana, si sa, non permette di fare progetti a lungo termine.
L'Horse Country ricopre un ruolo di notevole importanza nello sviluppo dell'economia provinciale. Una provincia caratterizzata da una forte frammentazione del sistema produttivo, con un modello imprenditoriale capace di sfruttare solo in minia parte le economie di sistema del territorio – così come riporta la nota preliminare per il programma di sviluppo regionale per il quinquennio 2009-2014 redatta dalla direzione generale della provincia.
Una provincia in cui il tasso di disoccupazione si aggira intorno al 12 % e raggiunge il 30% fra i giovani fino ai 26 anni. La scorsa estate la Giunta Provinciale ha deciso di riportare il progetto Horse Country al centro della programmazione turistica, incontrando la dirigenza del consorzio e visitando le strutture realizzate fino ad ora.
Mauro Solinas, vicepresidente del Consorzio, nominato dalla Provincia, intravede un'ottima possibilità di crescita del territorio. “La Provincia di Oristano ha finanziato, oltre a buona parte delle strutture esistenti, due corsi di formazione per operatori di strutture equestri. Al termine di questi, i 30 ragazzi che vi hanno partecipato saranno pronti per entrare nella realtà di questo progetto”.
Al momento, le strutture ultimate e funzionanti, oltre a quella di Arborea, sono quelle di San Vero Milis e di Santulussurgiu. Sono partiti ma non sono ancora stati ultimati i lavori nei comuni di Assolo, Cuglieri, Paulilatino e Abbasanta. Altri ancora sono in via di definizione. “Prevediamo – conclude Solinas – di concluderli nel giro di un anno o poco più”.
In provincia di Oristano di opere incompiute se ne sono viste parecchie, dall'aeroporto di Fenosu sempre in procinto di partire, alle case dello studente mai completate. Ma non portare a termine un progetto che a conti fatti creerebbe un indotto di oltre mille nuovi posti di lavoro, significherebbe davvero sprecare un’ottima occasione per il futuro del territorio.