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Economia / Imprese e mercato
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Grigio all'orizzonte
  Venerdì, 14 Marzo 2008 - 17:09  
 
di Luca Zanelli

Si naviga a vista. Si potrebbero riassumere così le aspettative degli operatori turistici nazionali per il periodo invernale 2007 -2008 sondati da Ciset - Università di Venezia.

 

L'incertezza economica e le avvisaglie di una crisi finanziaria mondiale sembrano coinvolgere anche gli operatori turistici che rivelano tutto il proprio scetticismo sull'andamento della stagione attuale e futura. L’eterna campagna elettorale italiana, poi, accresce il senso di precarietà, avvilendo ogni sforzo programmatorio e dilatando i tempi degli investimenti.
L’indagine, giunta alla XXXII° edizione, prende in esame le opinioni di un campione rappresentativo di imprese turistiche italiane sulle previsioni e sull’andamento della stagione invernale in corso.

In un quadro generale piuttosto grigio, le previsioni indicano sostanzialmente un leggerissimo incremento dell’incoming straniero (+ 0,4% tra novembre e aprile 2008) così come delle presenze (+0,8%), numero che rileva un certo prolungamento della durata media del soggiorno. D’altro canto però è attesa una flessione degli arrivi italiani (-0,6%).

Tra le ragioni alla base della previsione di un aumento dei flussi dall’estero gli operatori sottolineano le riuscite campagne pubblicitarie fatte all’estero oltre alla consueta ricchezza di risorse naturali, storico culturali ed enogastronomiche del nostro paese. Occorre evidenziare che questi fattori esercitano il proprio appeal su alcuni paesi emergenti (per il turismo), in particolar modo Spagna ed Est Europa (Russia soprattutto), Cina e sud est asiatico in genere, anche per via del potenziamento dei collegamenti aerei low cost verso l’Italia.
Rispetto all’analoga indagine relativa all’estate 2007 bisogna sottolineare la netta diminuzione da parte degli operatori turistici dell’idea di una Italia quale meta economica competitiva: l’8,5% degli intervistati infatti la ritiene poco competitiva in termini di rapporto qualità/prezzo rispetto ai concorrenti e solo il 4,4% ritiene che la competitività sui fronte dei prezzi possa giovare in termini di arrivo nel breve periodo.


Motivazioni aumento/diminuzione turisti stranieri

            Fonte: CISET "Indagine congiunturale 2007 - 2008"



Tra quegli operatori che invece prevedono una contrazione degli arrivi è importante sottolineare, al di là del rafforzamento dell’euro (indicato da ben il 36,6%) e i già citati prezzi elevati, che l’11% indica la mancanza di strategie di sviluppo e d’inserimento della propria area nei principali circuiti turistici.

Per quanto riguarda il turismo domestico le motivazioni all’aumento dei flussi italiani risiedono soprattutto in una riscoperta attrattiva delle ricchezze storiche tipiche della cosiddetta Italia minore (27,6%) in aggiunta alla minor disponibilità economica che finisce per favorire una vacanza breve senza varcare i confini. Tra i dati salienti, gli operatori prevedono però una buona ripresa del turismo d’affari e congressuale (21,2%), il successo di segmenti specifici stagionali come le visite ai mercatini natalizi e soprattutto è previsto un aumento dei soggiorni brevi legati alle formule del benessere e del relax.

È curioso poi soffermarsi su un dato: tra gli operatori turistici pessimisti il 13% sostiene (a ragione?) che le mete estere costano meno grazie ai voli low cost e all’ampia offerta presente su internet che consente anche un agevole raffronto dei prezzi. Viene da chiedersi, a questo punto, cosa vieti ai nostri operatori di allestire una propria (adeguata) presenza e offerte mirate sul web per concorrere con le destinazioni estere…

In generale, quindi, gli operatori intervistati si aspettano una sempre più sostanziale modifica del comportamento dei turisti dovuta alla crisi economica, fattore che sta spostando la concorrenza sul fattore dei prezzi che per l’Italia sembra una battaglia già persa in partenza. Non tanto per i costi esclusivi dell’offerta turistica, ma per il generico costo della vita (ristorazione, bar, musei, impianti di risalita, attrazioni culturali) particolarmente elevato rispetto ai concorrenti.

Il rapporto poi prende in esame la competitività delle diverse tipologie di vacanza. Il turismo termale e del benessere è considerato quello vincente dagli operatori turistici e che può garantire i maggiori margini di sviluppo, seguito dal turismo culturale, dall’agriturismo e dal crocieristico. Queste tipologie trarrebbero giovamento dall’aumento dei flussi esteri, mentre è prevista una leggera crescita anche per il turismo montano, grazie quasi esclusivamente alla domanda interna.


Aspettative operatori sui diversi tipi di turismo



Fonte: CISET





Aspettative operatori sui turisti italiani e stranieri

Fonte: CISET


Gli ultimi dati si soffermano infine sulle opinioni degli operatori per area geografica di appartenenza. Qui, purtroppo senza sorpresa, le prospettive per gli operatori del sud sono tutte negative, a conferma della crisi che sta attraversando l'Italia meridionale e che i recenti scandali di certo non aiutano a migliorare.

Aspettative operatori per area geografica

 Fonte: CISET


Gli operatori del settore quindi sembrano stare alla finestra, convinti che la crisi economica in arrivo non possa che peggiorare le dinamiche del turismo. Inoltre confermano come l'Italia sia percepita in genere quale destinazione abbastanza cara e questo influisce sia sull'incoming dall'estero che sulla domanda interna. Ugualmente gli operatori sembrano consci dell'importanza del web per la scelta delle destinazioni, così come della presenza dei collegamenti low cost per l'attrattività di una determinata meta turistica.
La consapevolezza è certamente il primo passo per riuscire a invertire la rotta. Gli operatori turistici ora abbandonino la timidezza e puntino decisamente sull'innovazione.


 


 

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