Il Business degli aerotaxi in Italia. Analisi di un settore in espansione. Con interviste a Mario Peralda (AirFour) e a Luca Silari (ATA Spa)
Mercoledì, 27 Febbraio 2008 - 09:02
piccoli di Simone Giglioli
Più comodità, maggiore lusso, risparmio di tempo e servizio personalizzato. Sono alcuni dei plus offerti da chi propone il servizio di aerotaxi. Il business di questo segmento dell’aeronautica generale si sta progressivamente consolidando in Italia. Lo confermano i dati dell’ultimo studio statistico Enac: nel 2006 sono cresciuti i movimenti e i passeggeri trasportati, con variazioni positive del 9% nel primo caso e del 9,4% nel secondo.
E i margini di crescita sono ancora ampi, visto che il numero di veivoli utilizzati è ancora molto basso rispetto alle reali potenzialità del Paese. Basti pensare che gli aeromobili destinati a questo servizio sono 120, mentre nella sola Austria ne circolano 140. Ma qualcosa si muove e gli incrementi degli ultimi tempi. Il mercato ha registrato la comparsa di compagnie più strutturate della media, come l’AirFour, e una delle realtà più importanti nell’handling per i voli executive (ATA Spa, del gruppo Acqua Marcia) si sta accingendo di ampliare il proprio raggio d’azione avviando questa attività anche a Ciampino.
1. La comodità innanzi tutto
2. Intervista a Mario Peralda – Ad di AirFour
3. Le cifre della crescita
4. L’importanza dell’assistenza a terra – Intervista a Luca Silari, ATA Spa
Da qualche anno il mondo dell’aviazione civile ha registrato, insieme all’exploit dei voli low cost, la crescita progressiva dei servizi di aerotaxi, legati tanto a un turismo prettamente leisure quanto a quello business. Qual è motivo di questo cambiamento? Un’accresciuta voglia di lusso? Sicuramente. Ma va considerata anche una maggior praticità, visto che questa tipologia di voli consente, proprio come un taxi, di raggiungere la destinazione desiderata come e quando si desidera, senza doversi adattare agli orari delle compagnie commerciali e senza essere costretti a sacrificare numerose ore in un dato hub aeroportuale, in attesa di prendere qualche coincidenza. Sempre più scali, inoltre, stanno accogliendo le compagnie che offrono questo tipo di servizio, consentendo un ulteriore risparmio di tempo per raggiungere l’aeroporto di partenza. Un aspetto non secondario per una mobilità capillare, se si considera il tempo infinito che richiedono normalmente gli spostamenti stradali e ferroviari.
Un contributo all’incremento di questo mercato è anche la convenienza, un termine che può risultare a prima vista contraddittorio se si pensa che la grande maggioranza delle tariffe per il servizio di aerotaxi resta sensibilmente più costosa rispetto a quelle dei voli di linea. Con la globalizzazione dei mercati è cresciuta la quantità dei manager sempre in viaggio. Tuttavia, questi spostamenti non sono mai tali da giustificare l’acquisto di un aereo da parte delle aziende perché molto difficilmente si riuscirebbe ad ammortizzarne il costo dell’acquisto, quello del personale e quello della manutenzione. Ma per chi è “sempre” in volo, l’uso dell’aerotaxi può offrire un buon rapporto vantaggio/prezzo.
1. La comodità innanzi tutto
In Italia le compagnie che offrono un servizio di trasporto aereo (compreso quello con l’elicottero) sono circa 70. In alcuni casi si tratta di grandi società con una flotta di oltre una decina di aerei/elicotteri (di proprietà o in leasing); in altri si tratta di piccole imprese che sfiorano la conduzione familiare. I velivoli a disposizione di queste società, siano essi di proprietà o semplicemente gestiti per conto di altri, vengono solitamente parcheggiati in un solo aeroporto per poi raggiungere a richiesta altri scali nazionali o internazionali.
Quando dispone di più mezzi, la compagnia sceglie di utilizzare un determinato aeromobile a seconda del servizio richiesto e del numero di persone da trasportare. Gli aerei a disposizione di queste società possono generalmente essere suddivisi in tre categorie, a seconda dell’autonomia di volo e della capacità di trasporto.
Piccoli veivoli. Solitamente si tratta di mezzi nei quali l’altezza massima all’interno dell’abitacolo non supera i 140 centimetri. Ad appartenere a questa categoria sono aerei come il Learjet 35 o il Citation-Jet Cessna.
Midsize. A questa categoria appartengono mezzi il Beech Jet, l’Hawker 800 o i Falcon di piccole dimensioni. In questo caso l’abitacolo arriva a 170 centimetri, ed è in grado di ospitare 8/10 passeggeri.
Aerei “long range”. Sono i veivoli come Gulfstream o il Falcon 900, che arrivano a ospitare 16/18 passeggeri e dispongono di un’autonomia di volo di 14 ore, dunque sufficiente per raggiungere le maggiori destinazioni intercontinentali.
La qualità e la tipologia dei servizi offerti può variare sensibilmente, a seconda della compagnia di aerotaxi scelta, dalle necessità della clientela nonché dal budget disponibile. Si può andare dal semplice trasporto aereo, proposto da ogni società operante in questo settore, fino all’offerta sempre più articolata proposta dalle realtà più strutturate.
Negli ultimi tempi le compagnie maggiori includono automaticamente nelle proprie prestazioni un’attività di vera e propria consulenza. Una volta contattate, mettono a disposizione del potenziale cliente il proprio personale per comprendere quali siano le sue necessità e individuare la soluzione più idonea per soddisfarle.
Il vantaggio dell’aspetto consulenziale si somma a quello del considerevole risparmio di tempo. Oltre a poter partire dall’aeroporto più vicino, chi viaggia con un aerotaxi si avvale del check-in prioritario, con il quale evita lunghe code. E’ un vantaggio importante, specialmente per il viaggiatore business, grazie al quale è possibile arrivare all’aeroporto e partire dopo pochi minuti, riducendo considerevolmente i tempi di attesa.
Con lo sviluppo di questo business, le compagnie di aerotaxi hanno incrementato anche in Italia una serie di servizi supplementari, così da rispondere efficacemente alla domanda di prestazioni per la fascia alta del mercato.
A bordo è possibile richiedere la presenza di personale di bordo, o la somministrazione di cibi e bevande di proprio gusto, oltre alla possibilità di effettuare telefonate o utilizzare internet. Prima e dopo la partenza alcune compagnie forniscono anche un servizio di protezione del cliente da parte di bodyguard professionisti, il trasporto in auto fino al raggiungimento della meta finale (con servizi di limousine o vetture di lusso). Quando i viaggi su aerotaxi vengono prenotati in breve tempo, specialmente da parte dei top manager, alcune società si occupano inoltre di trovare la sistemazione in albergo durante l’intero periodo della trasferta.
2. Intervista a Mario Peralda – Ad di AirFour
Mario Peralda è l’amministratore delegato di AirFour, compagnia specializzata nel servizio di aerotaxi che, nata lo scorso anno, è già proiettata verso un crescente successo: per il 2008 i suoi soci puntano a raggiungere un giro d’affari di circa 24 milioni di euro. Oggi la società con sede a Milano è posizionata nella fascia alta del mercato, conta una flotta di 12 aerei e impiega circa 60 addetti.
E’ vivace, anche se l’aspetto dimensionale delle compagnie è ancora abbastanza limitato. Benché anche il mercato italiano stia conoscendo lo sviluppo dei voli executive, la flotta complessivamente disponibile resta ancora limitata. Questo significa che la crescita della domanda non ha portato gli operatori ad incrementare il proprio parco mezzi, con l’obiettivo di sviluppare un’economia di scala. Per fare un esempio, gli aeromobili impiegati per questi servizi qui sono circa 120, contro i 140 della sola Austria, che conta sette volte meno abitanti dell’Italia .
Esistono altri elementi che differenziano il contesto italiano da quello di altri paesi europei?
Più che altro ne esiste uno che li accomuna: la frammentazione. Nel vecchio continente le compagnie esistenti sono 700, di queste 650 sono dotate al massimo di 3 aerei, una ventina dispone di oltre 6 mezzi e solo 7/8 realtà possono avvalersi di una flotta che può utilizzarne più di 12.
A cosa si deve questa peculiarità?
Il contesto europeo è figlio di una nascita anomala di questo mercato. In Europa e in Italia il business è stato sviluppato da proprietari di aerei privati, acquistati per le proprie necessità. Considerando il notevole sottoutilizzo dei loro mezzi, questi hanno cominciato ad affittarli, magari affidandoli in gestione a società terze o a broker, in modo da ammortizzare le spese di gestione e, possibilmente, ottenerne dei guadagni. In pratica, l’esatto opposto di quello che succede normalmente per avviare un’attività di trasporto, come accade in America.
A quale dei due modelli appartiene AirFour?
Forte di una struttura consolidata nel settore della manutenzione degli aeromobili, la compagnia nasce in seguito a una valutazione fatta da alcuni imprenditori italiani sulla differenza esistente fra la qualità del servizio proposto in Italia e quella offerta da gran parte delle compagnie.
In cosa consistono queste differenze?
Prendiamo ad esempio la questione della trasparenza, elemento distintivo di ogni business. Oltre a fornirsi di una flotta composta dai migliori modelli sul mercato, e acquisendo anche una parte della già esistente Eurojet, la nostra società è stata la prima in Italia a inserire i prezzi del servizio sul proprio sito www.air4.com, con un contact center attivo 24 ore su 24 per assistere il cliente. Può sembrare una decisione normale, ma si è stata un’importante novità in un settore come quello dei voli executive in Italia, che segnala a volte delle “zone grige” proprio per quanto riguarda il listino e i servizi offerti.
Questo a causa dei broker?
Non voglio generalizzare ma, parlando per esperienza, mi è capitato di constatare l’esistenza di atteggiamenti non esattamente “cristallini” da parte di alcuni professionisti che svolgono questa attività di intermediazione fra il fornitore di servizi e la clientela. Alcuni ci hanno proposto, ovviamente senza successo, di fatturare somme più alte per il loro cliente, in modo da poter incrementare il pagamento per la prestazione fornita. Ripeto: non sto generalizzando, ma credo che scrivere chiaramente sul proprio sito internet i costi di un’ora di volo e i servizi previsti metta al riparo da ogni rischio.
Anche se con volumi più contenuti, il business dei voli executive sta conoscendo un momento di indubbia espansione. Crede che si possa parlare di un’onda lunga quando si parla di questo business?
Senza dubbio. E i motivi sono almeno due. Cominciamo dalla crescita del trasporto commerciale, divenuto sempre più un mercato di massa. Come tutte le grandi economie questo trend comporta effetti positivi, ad esempio il calo generalizzato del prezzo o una accresciuta facoltà di accesso ai servizi. D’altro canto tale sviluppo porta anche a un abbassamento generalizzato della qualità, oltre a una progressiva concentrazione nei grandi hub aeroportuali (effettuando una simulazione su tutte le tratte coperte in Europa abbiamo constatato che, escludendo questi scali, le mete raggiungibili point to point erano solo il 6%!). Questi elementi fanno intuire come chi cercherà servizi migliori si rivolgerà sempre più spesso alle compagnie aeree executive.
Il secondo, ugualmente importante, sarà la crescente consapevolezza delle reali caratteristiche del servizio executive. Troppo spesso la mancanza di trasparenza ha impedito che buona parte del pubblico ne ignorasse i vantaggi. La mediazione dei broker ha infatti spesso filtrato le informazioni sulle potenzialità di questo prodotto, come gli sconti sul numero di ore o il servizio “fly on demand”. Il nostro impegno futuro sarà quello di fare conoscere al pubblico le potenzialità esistenti.
Non sarà una cosa facile, visto che i prezzi sono ancora sensibilmente superiori a quelli dell’aeronautica commerciale.
Giusto. Ma è altrettanto vero che le differenze in molti casi sono minori di quanto si creda, se consideriamo il risparmio di tempo e le spese per gli spostamenti intermedi per raggiungere l’hub di partenza e l’aeroporto di arrivo. Siamo convinti che con la trasparenza e strategie commerciali adeguate potremo dare un contributo importante a modificare la percezione del pubblico sui voli executive.
Il servizio da voi offerto è solitamente utilizzato da una clientela d’affari. Quanto conta nel vostro business il turismo leisure?
Attualmente siamo sul 30%, ma pensiamo che la quota sia destinata a crescere, e non solo per un mutato atteggiamento da parte del mercato in generale. Si stanno inoltre aprendo interessanti prospettive di partnership con i tour operator. Lo dimostra il recente accordo con uno di questi, per la fornitura del servizio di volo executive all’interno di determinati pacchetti.
3. Le cifre della crescita
A dimostrare come stia crescendo il business dei voli executive sono i dati contenuti nell’annuario statistico 2006 dell’Enac (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile). I dati raccolti nel periodo preso in considerazione hanno evidenziato, in generale, l’incremento del traffico nazionale e internazionale, sia per quanto riguarda i movimenti che i passeggeri. Non solo. Le cifre nell’annuario segnano anche un aumento considerevole dell’utilizzo di aerotaxi per raggiungere mete straniere.
Nel primo caso si è registrato un incremento del 9,4%, con un totale di 96.904 persone transitate, mentre nel secondo gli spostamenti sono aumentati del 9%, arrivando a 40.150. Naturalmente la variazione è stata diversa a seconda dell’aeroporto preso in considerazione. Premesso che il documento dell’Ente nazionale per l’aviazione civile non considera i dati di Milano (Linate e Malpensa) e Napoli, visto che in questi tre scali le società di gestione accorpano le cifre relative agli aerotaxi a quelle degli altri charter, a segnare i volumi più alti è lo scalo di Roma Ciampino. Nel periodo preso in esame ha visto il numero di voli executive raggiungere quota 16.364 (+16,8%), con 35.473 passeggeri trasportati: ben l’8,6% in più dell’anno precedente.
Importanti anche i dati di Ancona. Pur segnando un calo del 7% rispetto all’anno precedente, lo scalo marchigiano è secondo solo a quello capitolino per movimenti (3.040) e ha visto aumentare del 12,1% i passeggeri (sono 6.721 quelli partiti e arrivati da questo aeroporto nel 2006). A segnare una interessante variazione positiva a due cifre per entrambe le voci è Torino. L’aeroporto di Caselle può infatti vantare, per il 2006, un’indubbia crescita dei passeggeri (+31%) e dei movimenti, aumentati del 21,6%. Nel caso di Firenze, il 2006 si è chiuso con un buon risultato dal punto di vista delle persone transitate, con un incremento pari al 13,2%. A fronte di questo dato positivo l’aeroporto toscano ha però registrato una diminuzione degli spostamenti effettuati dagli aeromobili, scesi a 2.004, con risultato inferiore del 15,3% a quello del 2005. In questo, come in altri casi, l’apparente contraddizione dei risultati potrebbe essere spiegata con l’accresciuto utilizzo di velivoli dotati di una maggiore capacità di trasporto.
Prendendo in esame la tipologia di destinazione (estera o nazionale), le statistiche Enac evidenziano uno sviluppo maggiore dei movimenti e dei passeggeri diretti o arrivati da altri Paesi. I turisti che hanno utilizzato l’aerotaxi per viaggi d’affari o di piacere sono stati 47.663: dunque il 19,2% in più rispetto all’anno precedente. Ancora più alta è stata la crescita percentuale dei movimenti, arrivata al 23,4%. Anche in questo caso, fra gli aeroporti considerati dallo studio dell’ente, quello che ha segnato la variazione positiva più consistente è stato Ciampino, che ha visto i passeggeri aumentare del 7,8% e i movimenti crescere del 27,3%.
In crescita, ma in modo più contenuto, i numeri del traffico nazionale che, va ricordato, è caratterizzato da volumi sensibilmente più alti rispetto a quello internazionale, essendo i movimenti arrivati 24.125 e i passeggeri a 49.241. In base alle due voci il cambiamento sull’anno precedente è stato minimo, visto che la crescita è stata rispettivamente del 1,1% e dell’1,4%.
4. L’importanza dell’assistenza a terra – Intervista a Luca Silari, ATA Spa
Il business dei voli executive non avrebbe potuto svilupparsi in questi anni, se all’interno degli scali non avessero ottenuto il dovuto supporto delle società operanti nel settore dell’assistenza a terra, o “handling aeroportuale”. Con questo termine si indicano quel complesso di servizi tecnici, operativi e amministrativi per gli aeromobili, i passeggeri e le merci.
A segnalarsi fra le realtà più importanti in questo segmento del settore aeronautico è ATA Spa, appartenente al gruppo Acqua Pia Antica Marcia Spa (diretto dall’ing. Francesco Caltagirone) che oltre a gestire importanti business in ambiti come quello turistico-portuale, turistico-alberghiero e immobiliare, è attivo anche nel settore aeroportuale. La compagnia è infatti presente all’interno di uno degli scali più importanti per il settore aerotaxi italiano: Linate. In questo aeroporto la società è proprietaria del Terminal Ovest e gestisce l’aeroporto privato dello scalo per il quale ha realizzato tutte le infrastrutture esistenti, a cominciare dal 1962.
Lo scorso anno ATA ha operato per fornire assistenza a 29.000 movimenti di aviazione generale (che oltre alle attività di aerotaxi includono anche gli spostamenti degli aerei privati). Di questi, i servizi offerti per i voli executive hanno rappresentato il 65% del totale, pari a circa 18.000 movimenti.
Abbiamo rivolto alcune domande al Dr. Luca Silari, direttore commerciale, chiedendogli di fornirci qualche informazione aggiuntiva sull’azienda visto che spesso le società di handling sono sconosciute al pubblico, compresa buona parte degli addetti ai lavori.
Dottor Silari, quali sono le attività svolte da ATA Spa?
La nostra società svolge il ruolo di interlocutore fondamentale per gli aerei privati che transitano per Linate, in quanto gestori dello scalo di Linate Ovest per l’aviazione generale. Siamo noi a curare per conto delle compagnie di aerotaxi parte (o tutti) i servizi che questi hanno venduto al cliente. Si va dal catering, al servizio limousine e a quello della sistemazione in albergo. A questi si aggiungono servizi di supporto per la compagnia aerea, come il rifornimento carburante e la manutenzione.
I dati Enac sui voli degli aerotaxi non contemplano le attività degli aeroporti milanesi. Operando in questo settore, può dirci se anche Linate ha conosciuto un incremento dei voli executive?
Dopo la flessione del ’92, con la crisi legata a Tangentopoli, è da diversi anni che ormai il traffico dell’attività aerotaxi ha fatto registrare una crescita costante, simile a quella segnata da tutta l’aviazione generale. Questo grazie all’incremento dei proprietari di aerei, e ai servizi sempre più efficienti sviluppati dall’aeroporto privato e proposti alle compagnie aeree. Per quanto riguarda Linate, passano ad esempio pochi minuti dal momento in cui si scende dal taxi che ha condotto all’aeroporto a quello in cui si sale sull’aereo. Non dimentichiamo che a contribuire a questa crescita è stata l’aumentata domanda non solo da parte di chi viaggia per affari e deve ridurre i tempi morti nei trasferimenti, ma anche da parte dei vip che, scegliendo il servizio di aerotaxi, possono godere della massima privacy durante i propri spostamenti.
Cosa rende un aeroporto sufficientemente “accogliente” per un’attività come quella dei voli executive?
E’ importante che si attrezzi, anche grazie alla società di handling che opererà al suo interno, di servizi sempre migliori per i clienti potenziali e non solo. La differenza la fa anche l’offerta diretta alle compagnie, dai tecnici sempre disponibili per le operazioni di controllo e manutenzione alla presenza di hangar adeguati dove lasciare l’aereo in attesa che torni ad essere utilizzato. Non dimentichiamo che il fattore “accoglienza” riguarda anche la capacità di ospitare adeguatamente il personale di volo della compagnia. A Linate abbiamo predisposto ad esempio un’apposita lounge proprio per i piloti, dove è possibile riposarsi o distrarsi con la tv, internet o sorseggiando qualcosa al bar.
Naturalmente certe commodities non sono presenti in tutta Italia. In molti casi c’è molto da fare.
Lo sviluppo di questo business ha portato ad accrescere la competizione anche nei confronti di realtà strutturate come la vostra. Cosa sta facendo ATA per mantenere il suo posizionamento?
L’unico modo di restare competitivi è quello di investire in qualità. Sicuramente le grandi società di handling e gli aeroporti per l’aeronautica generale possono aver accusato i tentativi di riduzione dei prezzi messi in atto da parte di alcuni operatori. Ma, una volta appurata la differenza nel servizio, il cliente torna a prediligere chi offre servizi di qualità, con personale altamente qualificato ed infrastrutture sicure, moderne ed efficienti. Il mercato della business aviation si sta espandendo, grazie all’accresciuta flessibilità dell’offerta (oggi si può scegliere dai servizi più lussuosi a quelli “basic” – un po’ come negli altri tipi di trasporti, aerei e non). ATA ha cercato di sfruttare al meglio le opportunità legate e questo trend, affrontando una fase di intenso ammodernamento delle proprie infrastrutture, durata alcuni anni, a cui farà seguito un importante piano di investimenti di sviluppo. E, per offrire un servizio sempre più integrato ai nostri clienti, la società sta avviando l’attività di handling anche a Ciampino.