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Economia / Imprese e mercato
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Safari a impatto zero
  Lunedì, 11 Febbraio 2008 - 10:42  
 
Di Sergio Martinenghi

Un gruppo di entusiasti con in comune la passione per la natura incontaminata ha un sogno: proteggere quelle zone dell’Africa meridionale tanto meravigliose quanto a rischio di uno sviluppo sconsiderato. Venticinque anni dopo, cinquanta campi distribuiti in sette paesi dimostrano che il turismo responsabile è possibile. Campi a impatto ambientale ridotto al minimo, programmi di conservazione delle specie e coinvolgimento delle popolazioni locali. Ma non solo...

 

È possibile costruire un modello di business di successo, che nello stesso tempo sia sostenibile, cioè non comprometta i buoni principi in termini di salvaguardia dell’ambiente, e che grazie alla formazione delle comunità locali e alla creazione di posti di lavoro, fornisca un'alternativa realistica alle sfide che l’Africa pone da sempre?
La risposta è sì, se si esamina da vicino il caso di Wilderness Safaris (www.wilderness-safaris.com). Tour operator impegnato nella conservazione dell’ambiente e nell’ecoturismo, Wilderness Safaris è focalizzato in particolare nel turismo responsabile in diverse aree dell’Africa meridionale. Lo scopo dichiarato è di condividere queste aree incontaminate con ospiti da tutto il mondo, aiutando nello stesso tempo ad assicurare la protezione presente e futura dello spettacolare patrimonio naturale africano, nonché dividendo i benefici provenienti dall’attività turistica con la popolazione locale.  
Fondata venticinque anni fa, l'azienda opera soprattutto attraverso campi e safari in Botswana, Namibia, Malawi, Sudafrica, Zambia, Zimbabwe e nelle isole  Seychelles, ed è sorretta da un gruppo di entusiasti che condividono una certa affinità di principi, oltre alla passione per la fauna selvaggia. Unendo le forze, quelli di Wilderness Safaris sono riusciti a sviluppare un’attività ben riuscita di safari, in grado di garantire un'esperienza unica per gli ospiti, buoni ritorni per gli azionisti, e nel contempo assicurando che le zone selvaggie dell’area meridionale dell’Africa rimangano protette dal punto di vista della sostenibilità.  

Spazi aperti e confortevoli
Ma qual è la chiave per il successo? I safari focalizzati sulla fauna selvatica, sul mondo marino e sul patrimonio naturale fanno di tutto per essere nello stesso tempo specializzati, educativi, esplorativi e divertenti. Gli accampamenti e i servizi sono sicuri, igienici, autentici e rispettosi dei bisogni degli ospiti. La loro formula di "conservazione attraverso il turismo" condivide i benefici apportati dal turismo con le comunità locali e garantisce la protezione di queste zone per le generazioni future. Wilderness Safaris ha il privilegio di lavorare privatamente su 2.6 milioni di ettari (6.4 milioni acri) delle più belle riserve naturali dell’Africa meridionale, in circa 50 siti che prevedono lodge e accampamenti. In questi, non c’è uno stile unico imposto da Wilderness, quanto piuttosto viene celebrata la differenza e l'unicità di ogni zona e della relativa fauna selvaggia, in modo che ogni struttura mantenga la propria identità e carattere. La grande varietà di sistemazioni e di attività, o in un’unica parola, di servizi offerti si traduce nell’andare incontro ai bisogni di chiunque voglia visitare questa zona dell’Africa.  
Le concessioni riservate che Wilderness gestisce offrono un’esperienza con la fauna selvatica emozionante e inusitata. E l'idea di “spazio per respirare” – la vera esperienza di immersione nella natura  - diventa chiara se si considera il rapporto tra il numero di turisti e lo spazio a disposizione: si tratta di quasi 4000 ettari per ogni posto letto, che si traducono in 7 500 ettari per alloggiamento. Il binomio di privacy e vasto spazio disponibile è ciò che rende l’organizzazione davvero unica e speciale.
Ma lo spazio naturale che sta così a cuore di Wilderness Safaris non fa solo da cornice: deve venire prima di tutto, sempre e comunque. Da qui l’idea di impiegare a tempo pieno specialisti in tematiche ambientali, il cui lavoro è accertarsi che i campi siano il più possibile aderenti a standard ecologici. L’energia solare per il riscaldamento e l’elettricità,  l’utilizzo limitato dei combustibili fossili e i sistemi di illuminazione a pile sono solo alcune delle risorse a scarso o nullo impatto ambientale impiegate. Inoltre, Wilderness Safaris dimostra di sapersi prendere carico, nelle zone in cui è rappresentata, dell’impiego e della formazione delle comunità locali, contribuendo così al loro  sviluppo. Lo sforzo è quello di  aiutare le comunità a capire il valore della loro eredità ambientale e culturale e a diventare i custodi della fauna selvaggia del futuro.
Nel safari in Africa i turisti desiderano in genere un accampamento con un atmosfera incontaminata, tuttavia senza rinunciare ad alcune comodità di casa propria. I campi sono così pensati per realizzare questo equilibrio fragile, che fonde un certo comfort con i dintorni naturali. Nella base, la sera e la notte, si riescono a cogliere appieno le forti sensazioni africane, si ode il ruggito del leone o il caratteristico suono emesso dai gechi. Nel frattempo, si cena all’aperto sotto le stelle, sotto tendoni di canapa, o anche in caratteristici boma (le capanne col tetto di paglia).  I pasti consumati sono preparati seguendo un sano stile casalingo.
I turisti vengono ospitati e intrattenuti, ma anche istruiti, sia durante il safari che presso il campo, nello sforzo di fornire loro esperienze a tutto tondo che produrranno nuovi (o riaffermati) conservazionisti, e magari anche ospiti per la vita. Alla fine del viaggio, la segreta speranza è che gli ospiti si trasformino in nuovi ambasciatori per Wilderness  Safaris, e per il continente Africa, divulgando messaggi di speranza e conservazione in tutto il mondo.

Un business etico
Oltre a essere zone incontaminate con una meravigliosa diversità di ecosistemi, quelle coperte da Wilderness Safari sono anche tra quelle più fragili e importanti della terra. Per questo, lo sforzo è fare sì che l’impatto su queste zone sia ridotto al minimo, che non venga compromessa l'integrità delle risorse, e che tutte le azioni compiute aggiungano in effetti valore e contribuiscano a  conservare questi parchi meravigliosi. Una delle certezze alla base di questo business “etico” è che le comunità che abitano questi luoghi abbiano ruoli chiave di conservazione e diritti innegabili alla loro eredità; di qui lo sforzo per formare associazioni con la gente locale, utili per generare una gestione etica della terra e sane pratiche di conservazione per le generazioni presenti e future.
Wilderness Safaris sostiene una vasta gamma di progetti di gestione, ricerca e formazione sulla fauna selvatica in Africa meridionale - attraverso i propri campi, ma anche attraverso un fondo indipendente, il Wilderness Safaris Wildlife Trust. Una parte del denaro pagato da ogni singolo ospite è allocato a questo fondo, e viene utilizzato a beneficio della fauna selvatica: progetti di salvaguardia per le popolazioni esistenti, di ricerca e conservazione per le speci a rischio di estinzione, e per fornire istruzione e formazione in merito alle comunità locali.
Per fare qualche esempio, il programma Children in the Wilderness incarna uno di questi ideali: istruire i bambini dell'Africa ispirandoli all’amore e all’impegno nei confronti della loro eredità naturale. L’organizzazione si sforza di fare una differenza per l’Africa, la sua fauna selvatica e la sua gente.

La storia di un successo
Ma come è cominciata l’avventura? Circa 25 anni fa un gruppo di persone innamorate  dell’Africa selvaggia si è reso conto che, a meno che non si fosse presa subito una direzione diversa per quanto riguardava lo sviluppo del turismo, in Africa – e nel mondo - la maggior parte delle zone incontaminate sarebbero state prima minacciate, e poi andate perse prima che le generazioni future potessero vederle. Da qui l’idea di proteggere questi posti, permettendo ai turisti di visitarli e guadagnandoci così da vivere. Partita nel 1983 con una sola Land Rover, oggi l’organizzazione Wilderness Safaris controlla oltre 50 accampamenti esclusivi ripartiti  in sei paesi dell’Africa del sud e nelle Seychelles.
All’inizio degli anni ‘80, il Botswana era una destinazione poco nota di safari. I safari fotografici erano generalmente limitati all’uso dei parchi nazionali, mentre le aziende specializzate in safari di caccia controllavano grandi tratti del delta del fiume Okavango. I safari partivano di solito da Johannesburg, con gli ospiti trasportati passando attraverso le cascate Vittoria fino in Botswana e poi riportati a Johannesburg. Due guide con l’idea di migliorare il concetto di safari hanno pensato che i tempi fossero maturi per cambiamento. Il primo punto era installare una base in Maun, Botswana, in modo da passare più tempo nelle zone principali di osservazione. Poi, sono state introdotte Land Rover migliori, assieme a safari specializzati. Così il business ha iniziato a crescere. Nel corso del tempo, guide che la pensavano allo stesso modo si sono unite e Wilderness Safaris ha cominciato a espandersi nei paesi limitrofi. Entro gli anni '90, Wilderness  era un'azienda di campi mobili ben nota, e aveva cominciato a sviluppare alcuni accampamenti permanenti. La svolta finale è arrivata quando il governo del Botswana ha rivisto la normativa per lo sfruttamento del suolo nell’Okavango e le meravigliose zone al di fuori dei parchi nazionali sono diventate disponibili a offerte private. Questo singolo atto ha cambiato per sempre la faccia dei safari nel Botswana, permettendo a Wilderness Safaris di svilupparsi in senso notevole. Sviluppi simili hanno avuto luogo in altri paesi - Malawi, Namibia e Zimbabwe, dove sono stati sviluppati circuiti di campi e lodge che hanno modificato l’evoluzione del business.

Sostenibilità premiata
Uno sviluppo importante è stata poi l'introduzione della significativa partecipazione delle comunità locali sia alla proprietà che alla gestione delle concessioni. Questo era già avvenuto nella baia di Rocktail in Sudafrica, ma l’esperienza sviluppata in Namibia fra Wilderness Safaris e la popolazione  della zona del Damaraland era destinata a porre le basi per un nuovo modello industriale: un progetto così riuscito che la zona è stata dichiarata Tutela ufficiale dal governo della Namibia, e l'accampamento di Damaraland ha vinto il premio internazionale "Tourism for tomorrow" nel 2005.
Altri riconoscimenti più recenti del lavoro svolto includono, nel 2007, il premio Imvelo per il turismo responsabile, che riconosce e promuove i migliori esempi di pratica di sviluppo responsabile del turismo nel mondo. Skeleton Coast Camp in Namibia ha vinto nella categoria “Miglior sistema di gestione generale dell’ambiente”. Il campo si trova nel parco nazionale della Skeleton Coast,  uno degli ecosistemi più fragili del mondo, ed è stato sviluppato in un modo altamente ecologico con impatto minimo sull'ambiente. Il suo design si fonde con i dintorni naturali, e nella struttura vengono effettuati programmi efficaci di gestione dell’acqua, dell'energia elettrica e dei rifiuti: l’acqua viene raccolta in serbatoi ecologici, saponi e detersivi sono biodegradabili e l'energia solare fornisce luce e acqua calda. Non ci sono muri attorno al  campo, così che i movimenti degli animali non vengono disturbati, tant’è che animali-icona come il leone del deserto e gli elefanti sono tornati ad abitare la zone. Inoltre un programma di formazione interno fa sì che le comunità locali possano contribuire allo sviluppo sostenibile delle zone da loro abitate.

Campi “fantasma”
Oggi, la portata e la varietà di zone che Wilderness  controlla è davvero vasta. L’espansione del gruppo, più recentemente in Zambia, fornisce costantemente occasioni per entrare in nuove posizioni fantastiche. I safari basati su campi mobili si sono molto sviluppati negli ultimi due anni con il vantaggio che ora è possibile lavorare all’interno delle concessioni ottenute consentendo  privacy ed esclusività molto più che in passato. Questo è possibile grazie anche al particolare modello di struttura spesso utilizzato per i campi: si tratta di tende progettate per essere ecologiche, nello stesso tempo formando una continuità  estetica con il paesaggio naturale. L’impatto sull’ambiente è minimo, e le strutture, tutte costruite con materiali naturali come legno e canapa, sono facilmente removibili e possono scomparire senza davvero lasciare alcuna traccia. Il che non toglie nulla al comfort, secondo i dettami di un turismo che è sì ecologico, ma per certi versi di lusso: design esclusivi e bagni interni, verande coperte, grandi spazi e il profumo dei tessuti naturali rendono davvero queste tende molto eleganti, oltre che verdi. Inoltre, i vari componenti delle tende sono sostituibili singolarmente, il che permette la sostituzione di alcune parti senza dover ricorrere al completo rimpiazzamento, evitando quindi il problema di dover smaltire i rifiuti.
Modulari nel design, le tende vengono erette come sistemazione semi-permanente – e sostituiscono quindi perfettamente i mattoni nelle aree da tutelare. In genere le tende vengono montate su strutture di legno, uno stratagemma molto intelligente per preservare anche la preziosa flora locale. Come dire, per amore di natura, nessun dettaglio è lasciato al caso.


 


 

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