Da sempre, visto il suo clima, la Spagna risulta una delle mete europee più ambite nella parte finale della stagione turistica continentale. A dimostrarlo è anche il forte incremento, nel mese di settembre 2007, del traffico aereo dall’estero, che complessivamente ha segnato un incremento del 10,5% sul mese precedente, per un totale di oltre 6,2 milioni di turisti stranieri atterrati in terra iberica.
Un consistente contributo a questa variazione positiva è stato il notevole incremento dei risultati ottenuti dalle compagnie low cost. In questo mese, secondo i dati rilevati dall’Istituto di Studi Turistici del governo spagnolo, sono infatti stati 2,6 milioni i turisti che hanno scelto di recarsi in Spagna con le CBC (companias aéreas de bajo coste). Complessivamente le società low cost hanno raggiunto il 41,3% del traffico in entrata, registrando un aumento del 41,4% sul pari periodo del 2006, e superando le compagnie di linea come percentuale di occupazione dei posti sugli aeromobili (85,4% rispetto all’82,4% delle seconde).
Più della metà dei turisti arrivati in aereo con le CBC (il 53%, ad essere precisi) ha scelto di fruire delle offerte di tre compagnie: Ryanair, Air Berlin e Easyjet. La compagnia irlandese ha coperto il 19,5% del totale (+54,3%), con 502.000 passeggeri imbarcati: un risultato ottenuto soprattutto grazie al Regno Unito, che da solo rappresenta il 38,1% del mercato d’origine. La società aerea tedesca ha invece raggiunto il 17,7% degli arrivi di settembre, segnando una variazione positiva della stessa cifra come incremento sul settembre 2006. Benché leggermente inferiore alla quota di arrivi raggiunta dalla Air Berlin (16,1%), Easyjet ha però segnato una maggiore performance di crescita sul pari periodo dell’anno precedente, registrando un +19,5%. Interessante è risultata anche la performance registrata da Clickair, società low cost di Iberia, che nel suo primo anno di attività ha trasportato in Spagna 156.000 passeggeri.
Sempre nell’ambito del trend segnato dalle CBC, quello di Palma di Maiorca è stato l’aeroporto più transitato, con l’arrivo di 609.000 passeggeri low cost (il 23,6% del totale) e una crescita del 41,6%. Una variazione ancora più alta è stata quella segnata da Barcellona (+61,4%), il cui scalo, secondo solo a quello di Palma, ha ricevuto il 13,7% dei passeggeri. Sul podio degli aeroporti col maggior numero di arrivi a settembre è risultato quello di Malaga, dov’è giunto il 11,1% dei turisti.
In questo mese il 63% dei passeggeri è arrivato dal Regno Unito e dalla Germania (rispettivamente primo e secondo Paese di provenienza sul suolo iberico con il 33,4% e il 30,5% del totale). Le cifre toccate a settembre dai due Stati riflettono più o meno quelle raggiunte nei nove mesi precedenti, attestatesi su una media del 61,7%. Dal Regno Unito i passeggeri arrivati con voli low cost sono stati 860.000, il 19,5% in più del pari periodo 2006. Oltre la metà dei turisti provenienti da oltremanica ha scelto di volare con Easyjet (38,9%) e Ryanair (22,2%). Fra le destinazioni più gettonate dai cittadini britannici sono figurate l’Andalusia (23,2%) e Valencia (20,2%).
Ad arrivare dalla Germania sono stati invece 786.000 turisti (+58,1% rispetto all’anno precedente), il 54% dei quali ha scelto le Baleari come meta del proprio viaggio. Nel caso dei turisti tedeschi la parte del leone è stata naturalmente quella di Air Berlin, che da sola ha raggiunto il 53,8% dei passeggeri trasportati in Spagna. Il terzo posto nella classifica dei Paesi di provenienza è stato dell’Italia. A settembre dal Bel Pese sono arrivati 225.000 passeggeri, con una notevole crescita rispetto al settembre precedente, pari al 92,6%. Il 44% dei passeggeri è atterrato in Catalogna e il 41,6% ha scelto di servirsi delle proposte di Ryanair. Anche la Francia sembra dimostrare un crescente gradimento nei confronti dell’offerta turistica. Benché gli arrivi di viaggiatori transalpini siano ancora nettamente inferiori ai primi Paesi per provenienza (100.000 circa), rispetto al settembre scorso l’incremento ha raggiunto il 134%.
Il successo del low cost, e più in generale, dell’offerta turistica spagnola a settembre (i passeggeri low e standard sono cresciuti del 10%) possono essere legati a più fattori. Se si considera nella sua interezza il “prodotto Spagna”, bisogna tener presente, da un lato, il clima particolarmente favorevole della terra iberica, che rende possibile spostare le vacanze estive anche terminato agosto, dall’altro i prezzi ancora nettamente inferiori a quelli della maggior parte delle altre mete presenti nella parte centrale e occidentale del continente (probabilmente i migliori nel rapporto con la qualità dei servizi e dell’offerta turistica).
Ma non va dimenticato che una crescita di tali proporzioni, specie nel caso delle CBC, non si sarebbe potuta registrare senza politiche volte ad attirare buona parte dei vettori low cost europei, offrendo la massima disponibilità degli aeroporti, specialmente quelli meno transitati. Oggi, da Bilbao a Malaga, quasi tutti gli scali spagnoli sono infatti coperti da più compagnie di volo a basso costo. Visto il ritardo del paese a livello infrastrutturale, sofferto fino a qualche anno fa, c’è da chiedersi come mai un Paese come l’Italia non ne segua l’esempio, rendendosi più accogliente a tutti i tipi di vettori. Potrebbe essere un modo per recuperare, come traffico aereo, le numerose opportunità di sviluppo su scala mondiale dei propri collegamenti perse nel corso di questi anni.
Certo, ma è più facile a dirsi che a farsi. L’Italia, pur spalancando le porte ai voli low cost, si è rivelata molto più ostica per le compagnie aeree economiche, se non altro per l’incapacità, dimostrata assieme alle Regioni, di potenziare gli aeroporti per renderli più fruibili. Eppure la Spagna dovrebbe aver tracciato una strada, sia nell’attirare nuove aziende anche verso scali secondari, che nel guardare al futuro progettando nuove strutture. I dati (e i fatti) sono lì a confermarlo.
Consideriamo alcune destinazioni secondarie e analizziamone la crescita negli ultimi anni. Tralasciando di prendere in rassegna gli incrementi degli scali di località già affermate a livello turistico come quelle andaluse (Granada e Siviglia sono rispettivamente cresciute di oltre 500.000 passeggeri dal 2002 e di 2 milioni dal 1999), a sorprendere sono le variazioni segnate da località meno attraversate dai grandi flussi turistici nazionali e internazionali. E’ il caso delle Asturie, il cui aeroporto di Avila è passato dagli 800.000 passeggeri del 2000 all’ 1,3 milioni del 2006, o Saragozza, una struttura ad uso civile e militare, che nel biennio 2004-2006 ha visto aumentare il traffico di persone del 77% (pur mantenendo un volume ancora contenuto, che lo scorso anno si è aggirato sulle 430.000 presenze).
Il vero exploit è stato però quello di Murcia. Grazie a un numero crescente di compagnie low cost, lo scalo ha guadagnato oltre un milione di passeggeri in tre anni, a partire dal 2003. Il motivo di questo risultato? Il riuscire a proporsi efficacemente alle CBC, sfruttando anche la vicinanza dell’infrastruttura ad eventi di grande richiamo come i campionati internazionali di golf Polaris World.
Ma l’amministrazione murciana, diversamente da quanto troppo spesso accade in Italia, ha dimostrato di saper bene come il successo di uno scalo e di una località non sia qualcosa di immutabile. Ecco perché ha deciso di sfruttare al meglio il trend positivo, dotandosi di un nuovo aeroporto internazionale. Se verrà rispettato il programma dei lavori, la sua realizzazione comincerà il prossimo anno e il primo aeromobile decollerà dalla sua pista già nel 2010: pura fantascienza se si confrontano questi tempi con quelli medi ai quali siamo abituati in Italia. Forse è anche una questione di ambizione. Entro il 2015 le autorità locali puntano a raggiungere i 5,2 milioni di passeggeri e, in seguito a una seconda fase di lavori, continuare la crescita fino a superare gli 8 milioni.